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Turismo, un ministero non basta

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Mercoledì, 03 Novembre 2021
Catania-Sicilia © Getty Images

Viaggiare, andare in vacanza, vuol dire andare incontro alla bellezza. Così almeno dovrebbe essere, perché a volte ci si accorge che a offuscarla è l’incuria dei ciechi. Di chi non ha gli occhi per vedere e di chi, pur vedendo, preferisce girarsi dall’altra parte. È quanto mi sono sorpresa a pensare durante la mia vacanza siciliana nell’area etnea, percorrendo la provinciale che circumnaviga la cintura dei comuni ai piedi del vulcano fino a Catania. Se a sinistra si erge infatti l’Etna nella sua struggente maestosità, man mano che ci si avvicina alla cittadina di Adrano, si cominciano a scorgere cumuli di spazzatura varia ai bordi della strada, che via via diventano un crescendo di materassi, sacchetti di plastica da cui fuoriesce ogni “mal di dio”, detriti di ogni sorta, recipienti di varia natura, sedie e suppellettili in un’apoteosi che trova il culmine nei pressi della cittadina, ma che non abbandona lo sconcertato viandante fino a Biancavilla e poi Paternò e oltre…

Ricordo che la situazione era – più o meno – la stessa anche trent’anni fa, prima che mi trasferissi altrove. Alla luce dei generosi investimenti del Pnrr che si andranno a spendere in materia di turismo, è legittimo chiedersi cosa sia possibile fare per sostenere aree del Paese che non sono riuscite a risolvere in un trentennio un problema tutto sommato elementare come la raccolta dei rifiuti. Perché si tratta di un elemento emblematico del non fare, del non saper fare e del non riuscire a fare che attanaglia questa isola straordinaria come altre aree del nostro meraviglioso Sud.

Al netto delle eccezioni e degli amministratori di buona volontà (pochissimi, ma esistono), per il resto non può esserci intervento dall’alto che tenga per salvare questo Sud da se stesso. Come ripulire gli occhi e il ricordo dei turisti stranieri che hanno visto tale scempio? Come non ricordarsi che il turismo contribuisce al 13% del nostro Pil, e che certe immagini così come i trasporti inefficienti, certi servizi lenti o inesistenti ne compromettono non tanto e non solo lo sviluppo, ma la stessa esistenza?

La Sicilia (ma a questo nome si può sostituire anche quello dell’Italia) è una terra generosa e meravigliosa, che sa stupire ogni volta anche coloro che pensano di conoscerla a fondo, ma chi la abita pensa che basti la bellezza… Invece, malgrado i buoni propositi del Pnrr, non solo manca un piano nazionale che faccia del turismo un motore della ripresa, ma altresì latita una cabina di regia che sia in grado di farlo applicare, ovvero un’istituzione che abbia gli oneri e gli onori di intervenire tempestivamente in quelle realtà in cui manca una cultura del rispetto ambientale e del patrimonio paesaggistico e artistico. Certo, il governo Draghi ha il merito di aver re-introdotto il ministero del Turismo, ma può questo da solo bastare a sovvertire un andazzo che ha radici tanto ramificate sul territorio?

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Anno XVII n 5 maggio 2022
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