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Quando lo Stato non fa la sua parte

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Venerdì, 03 Agosto 2018
Luigi-Di-Maio-5 Stelle

Chiunque abbia una minima infarinatura di mercato televisivo ha accolto come una boutade l’uscita del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio sulla fine del business tv free di Rai e Mediaset, a beneficio della nascita di una fantasmagorica Netflix tricolore. Perché, al di là delle suggestioni, che comunque – come diceva mia nonna – «devono avere i piedi per poter camminare» (ovvero risorse, ingenti risorse, se si pensa che solo quest’anno la creatura di Reed Hastings spenderà 8 miliardi di dollari nella produzione di contenuti, e dove le prenderebbero somme simili le aziende italiane non è dato saperlo…) per innovare veramente un business, bisogna prima fare i conti con l’oste, che in questa occasione si tratta dello stesso Di Maio. Vabbè, lo è da poco, ma sempre lui rimane.

Già, perché realtà come Netflix, e a questo nome potremmo sostituirne altri come Apple, Facebook, Amazon e Google, non si trovano come certi neonati sotto i cavoli. Né è del tutto merito dei loro fondatori se negli Usa sono nati questi imperi imprenditoriali digitali che mantengono gli States ancora al vertice dello sviluppo economico mondiale. No, non è – solo – merito loro. Quanto piuttosto dell’habitat in cui hanno potuto nascere, crescere e realizzare le loro intuizioni e idee. Nei liberisti Stati Uniti infatti, il governo federale ha fatto molto di più per le imprese di quanto abbiano fatto le liberali nazioni europee, visto che soprattutto dalla Seconda Guerra mondiale in poi, ha impiegato miliardi di investimenti pubblici e militari per finanziare lo sviluppo tecnologico attraverso la ricerca e per sostenere una politica industriale intenta a privilegiare l’innovazione.

In breve, lo Stato negli Usa per decenni ha fatto in modo che le ricerche condotte nelle università, nei laboratori militari del Pentagono o in quelli aerospaziali della Nasa arrivassero alle imprese per essere trasformate in prodotti innovativi, sbalorditivi, mai visti prima. Non si è sostituito all’imprenditoria privata o alla finanza, ma ha costituito dei tavoli intorno ai quali si creasse un coordinamento di conoscenze, interessi e risorse che è andato a beneficio dell’intero Sistema Paese. Ecco perché Di Maio, anziché cantare spavaldamente il de profundis  delle due aziende italiane, avrebbe piuttosto fatto meglio a chiedere «cosa possiamo fare affinché voi possiate aspirare a competere con Netflix?». Il che non vale, ça va sans dire , solo per la tivù…

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Anno XIII n 12 dicembre 2018
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