BusinessPeople

Ode alla semplicità

Torna a Discanto
Lunedì, 11 Giugno 2018

Le cose semplici sono anche le più apprezzabili. Lo sono talmente tanto da essere stimate da (quasi) tutti, e questo perché – essendo in sintonia con il ritmo della natura – sanno armonizzarsi con le parti di noi più profonde. Hanno un seguito così naturale che i più, furbescamente, non riuscendo a riproporne l’essenza, si accontentano delle versioni adulterate: le cose banali e quelle facili. Ovvero, quelle senza alcuna aspirazione né di originalità né di profondità, e quelle che per andare da un posto all’altro seguono il percorso più breve, ma non per questo il più profittevole in termini di risultato. Altri invece, soprattutto chi non ha la capacità e la volontà di farsi intendere, la butta – nel dubbio – sul difficile, giocando l’eterno gioco del vero e del verosimile, in un alternarsi di luci e ombre tra cui si nasconde di solito l’inadeguatezza.

Tutto questo per introdurre l’assunto sul dato, ufficializzato dall’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, in base al quale le pmi per compilare i moduli necessari alla loro attività spendono ogni anno la bellezza (o la bruttezza, fate voi) di 31 miliardi di euro. Avete letto bene: 31 miliardi di euro buttati dalla finestra. Una mini manovra finanziaria: un mare di soldi che s’ingrossa con marosi sulla nostra economia, se si aggiungono anche i costi delle grandi aziende (perché non ne sono certamente esenti). Per non parlare del tempo e dei danari che sprecano i comuni cittadini per sbrigare anche le pratiche più normali: la richiesta di un assegno di disoccupazione, una successione, l’iscrizione di un bambino alla scuola dell’obbligo, e via discorrendo. Certo, si è fatto qualcosa di concreto, ma non risolutivo solo col 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate.

Ma una rondine non fa primavera, e questa iniziativa più che una rondine in volo a tratti è sembrata goffa quanto un piccione spiaggiato. Ma meglio di niente. Vengono i brividi al solo pensare come si potrebbe impiegare meglio una simile mole di risorse economiche e di tempo, sprecate e disperse perché in gran parte destinate a pagare i compensi degli stessi burocrati che fungono da ingranaggi di questa macchina infernale. 

Verrebbe da puntare il solito dito sui soliti politici, che sono ormai talmente adusi a vedersi incolpati che non ci fanno più neanche caso, a meno che non si trovino a fare da figuranti in uno dei tanti talk televisivi, allora sì che strepitano e s’indignano, scaricando sempre e comunque ogni cosa su chi li ha preceduti. Stavolta, però, sono in buona compagnia. Perché Cottarelli stigmatizza in egual misura il ruolo dei giuristi, il cui potere si fonda sulla complessità delle leggi che loro scrivono, visto che sono gli unici a capirle... Burocrati scaltri e politici incapaci hanno costruito, legge dopo legge, un decreto e un regolamento dietro l’altro, una corazza intorno a questo Paese difficile da scalfire, facendo in modo che la semplicità diventasse per noi cittadini un lusso.

POST PRECEDENTE
POST SUCCESSIVO
LA RIVISTA
Anno XIII n 9 settembre 2018
Copyright © 2018 - DUESSE COMMUNICATION S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Credits: Macro Web Media