BusinessPeople

La meritocrazia crea valore

Torna a Discanto
Giovedì, 01 Dicembre 2016

Sapete perché l’economia del nostro Paese non cresce? Perché imprese e imprenditori assumono le persone sbagliate o, per meglio dire, non adatte al ruolo che sono destinate a svolgere. Ovviamente questa non sarebbe la causa unica, ma certamente una concausa significativa. È questa la chiave di lettura fornita dal professor Francesco Ferrante su Lavoce.info , corroborata da vari altri studi economici nonché dai risultati dell’indagine Ocse- Piaac, in base alla quale i sistemi nazionali più efficienti risultano quelli che sanno utilizzare meglio le proprie risorse umane producendo un effetto diretto sulla crescita. Il che equivale a dire a ogni imprenditore cheè inutile dannarsi l’anima per fare prodotti migliori piuttosto che cercare di aprire nuovi mercati se prima non mette ordine in casa propria, dando a ciascuno il suo e continuando a occuparsi non solo del fatto che ognuno applichi al meglio il proprio background, ma che possa accrescerlo e migliorarlo a massimo beneficio dell’azienda. Ciò significa che le risorse umane funzionano come un giardino per il quale va scelta scrupolosamente ogni pianta e che ognuna, come farebbe un buon giardiniere, va curata costantemente per crescere rigogliosa e non intralciare le altre nel rendere lussureggiante l’insieme.

"

Le risorse umane

funzionano come un giardino

per il quale va scelta

scrupolosamente ogni pianta,

ognuna delle quali va curata

per crescere rigogliosa

e rendere lussureggiante l’insieme

"

Lo so, la metafora può risultare fin troppo aulica vista la prosaicità del tema, ma rende bene l’idea. Almeno spero. Ma è indubbio che scontiamo un deficit di meritocrazia se in un Paese di pmi (e non solo al loro interno) si continua a selezionare il 90% del personale in base all’appartenenza di famiglia, alle conoscenze informali e alle raccomandazioni, e se la gestione delle risorse umane in molte di esse viene lasciata alla iniziativa dei singoli e non si impone un’automatica verifica delle competenze in corso d’opera. A questo punto il responsabile delle Hr che in un simile quadro diventa un produttore diretto di valore per l’azienda, scalza dalla ribalta il ruolo finora considerato vitale del responsabile It? Tutt’altro… Perché proprio la tipologia di reclutamento scelto mortificherebbe alla fonte la selezione di personale con “un’estrazione tecnologica più evoluta” e quindi più competitiva.

Insomma, non se ne esce. Anche perché, fa rilevare Ferrante, le «riforme del sistema dell’istruzione, motivate dall’idea che la causa della mancata crescita sia l’inadeguatezza del capitale umano, sono destinate al fallimento o ad accentuare il fenomeno della “fuga dei cervelli” se non sono accompagnate da politiche industriali volte a riqualificare il sistema imprenditoriale e la sua capacità di valorizzare la conoscenza». Un’impostazione collegata, e qui il cerchio pare chiudersi, anche alla scarsa managerializzazione delle aziende tricolori, soprattutto se a conduzione familiare.

POST PRECEDENTE
POST SUCCESSIVO
LA RIVISTA
Anno XII n 12 dicembre 2017
Copyright © 2017 - DUESSE COMMUNICATION S.r.l. - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Credits: Macro Web Media