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L'occhio lungo di monsieur Macron

Torna a Discanto
Martedì, 04 Luglio 2017

C’è già chi lo considera un emulo di Renzi, col suo giovanilismo rampante e la sua (riuscita, almeno per il francese) campagna di rottamazione dell’ancien régime . Certamente si è lontani ancora dal poter capire se farà o meno la sua stessa fine – ovvero una sorta di harakiri per mano referendaria (identica, guarda caso, a quella dell’ex premier James Cameron) ed eccesso di sicumera ma monsieur le president , Emmanuel Macron, sta muovendo qualche passo giusto, tra altri a dir poco incerti. Ma, seppur sia un ex ministro nonché un ex banchiere, si tratta tuttavia di un neofita del ruolo e qualche ingenuità gliela si può certamente abbuonare...

Tuttavia, è fuor di dubbio che, rilanciando sulla cancelliera Merkel, che nel recente passato si sarebbe aggiudicata i migliori talenti tra i fuoriusciti siriani nell’esodo biblico, Macron sta mettendo a segno un ambizioso obiettivo: quello di accreditarsi come il campione europeo dei talenti innovativi. Gli stessi – ma non i soli – che potrebbero fuggire a furor di popolo dalla Terra di Albione, causa Brexit, per cercare rifugio altrove. E dove? All’ombra del vessillo della Marianna, ça va sans dire . Già, perché il giovane Emmanuel parla ai giovani talenti globali offrendo loro opportunità da “sballo”. «Voglio che la Francia diventi una nazione che pensa e si muove come una start up: l’impresa è il nostro futuro. Dobbiamo diventare il Paese leader nella super innovazione», ha arringato les citoyens mettendo sul piatto ben 10 miliardi di euro iniziali di incentivi, nonché il Tech Visa, un corridoio pensato appositamente per i migliori talenti tecnologici del mondo, ai quali riconosce quattro anni di permesso di soggiorno in Francia, famiglie comprese.

Che dire? La realtà è che mentre in Italia c’è chi comincia a prendere le distanze dalle imprese, per solleticare demagogicamente il nervosismo delle tante famiglie in difficoltà e dei disoccupati, altrove le stesse vengono utilizzate come manifesto politico di una neonata presidenza che punta le sue chance sull’incentivare un’economia giovane e innovativa. È forse questa la cosiddetta “Europa a due velocità”?

Linda Parrinello

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