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Io sto con Ranucci

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Martedì, 12 Maggio 2020
Sigfrido Ranucci (foto Getty Images)

Premetto che non ho mai incontrato, né ho mai avuto modo di parlare con Sigfrido Ranucci. Per chi non lo conoscesse, è il giornalista che ha sostituito Milena Gabanelli alla conduzione della storica trasmissione d’inchiesta Report su Rai3. Quando il nostro giornale arriverà in edicola, sarà passata qualche settimana dalla sua intemerata in coda al programma, in cui ha invitato gli italiani a boicottare le aziende dei Paesi europei che si sono opposti ai coronabond, i quali avrebbero potuto aiutare l’Italia a rimettersi più velocemente in sesto.

Probabilmente nel frattempo, ma spero di no, per le sue parole Ranucci sarà stato raggiunto da un provvedimento disciplinare; già, perché su un’emittente di servizio pubblico – hanno fatto notare scandalizzati alcuni osservatori – non ci si può permettere di attaccare delle nazioni amiche. Per di più, senza contraddittorio… Siamo al paradosso: sul servizio pubblico non si dovrebbe parlare di qualcuno senza prima invitarlo a esprimere in studio il suo punto di vista, uguale e contrario. Quindi, Ranucci avrebbe dovuto chiamare a raccolta magari gli ambasciatori di ogni Paese in causa per fargli dire la loro…. Un programma dedicato ai punti di vista degli altri, insomma. E al punto di vista italiano, di tutti gli italiani e delle aziende italiane che subiranno gli effetti negativi della loro opposizione, chi ci avrebbe pensato?

Il fatto è che Ranucci ha detto parole sacrosante: «In Europa ci sono Paesi come Germania, Olanda, Austria che vorrebbero continuare a ficcare il naso nei bilanci degli altri Paesi anche di fronte a una tragedia. Vorranno continuare a incassare dallo spread? Ecco, se ci consentite la metafora, gli serviamo vivi, ma in terapia intensiva. Se così sarà, però, ricordiamocene». Ranucci dice cose lapalissiane quando sottolinea che l’Olanda è, testualmente, «uno dei più grandi paradisi fiscali nella pancia dell’Europa a cui è consentito di vivere cannibalizzando fiscalmente gli altri Paesi. In Olanda ci sono alcune nostre partecipate che hanno posizionato lì le loro sedi, riportiamole qua. E poi, quando riapriranno ricordiamoci di non prenotare i nostri alberghi attraverso l’olandese Booking: prendono una percentuale del 20% sulle spalle dei nostri albergatori e, soprattutto, sulle spalle della nostra grande bellezza. Sottraggono risorse portandole nei paradisi fiscali, sottraendo risorse al welfare. Ecco, ricordiamocene e facciamogliela pagare cara la nostra bellezza».

Ripeto, non si tratta di celodurismo o di revanchismo, ma smettiamola di fare le persone a modo quando si tratta di farci portare rispetto, soprattutto quando si parla del nostro dolore.

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LA RIVISTA
Anno XV n 5 maggio 2020
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