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Cercasi chiarezza

Torna a Discanto
Mercoledì, 09 Ottobre 2019
Photo by Elijah O'Donnell on Unsplash

Ci sono cose che accadono e che lasciano un senso di rassegnata frustrazione, in cui ti sorprendi a pensare: «ma sono i tempi a impazzire, o sono io a non capire?». Non si fa in tempo, infatti, a dare per assodata una cosa che, immediatamente dopo, un’altra – diametralmente opposta – ottiene i crismi della veridicità. Ovviamente il terreno d’elezione in cui tutto ciò accade è la Rete, i social sono pieni di esercizi di tal fatta. Ma lo sono anche i cari e vecchi quotidiani, ormai ridotti alla stregua di bar dello sport cartacei: ogni giorno c’è la rincorsa a chi la spara più grossa in senso uguale e contrario al senso comune, e a volte anche allo stesso buonsenso. Chi va fuori dal seminato, anche a sprezzo della verità e dell’amor proprio, spera quanto meno di essere notato, finanche insultato, ma almeno visto, se non condiviso… E nell’era febbricitante dei like e degli influencer eletti a opinion leader, il risultato non è da disprezzare.

Si dice che i più giovani siano disorientati (e ti credo…), che non esistano più punti fermi (e vorrei vedere…), che si stava meglio quando si stava peggio… Siamo alle solite, insomma. Lasciando a stomaci forti materie come la politica, gli argomenti che subiscono siffatte montagne russe sono così tanti e tali per cui ci sarebbe l’imbarazzo della scelta: sul podio ci sono temi come il cibo e il benessere, il sesso e lo sport, pure l’economia. Ogni giorno che il buon Dio manda in terra, ci si imbatte in ricerche, articoli, servizi televisivi, condivisioni social in cui si sostiene di volta in volta che la carne faccia male, e poi che invece sarebbe necessaria all’organismo, lo stesso vale per il latte, i cereali, i pomodori, i formaggi, e via discorrendo. Altro che fake news: per certi scienziati ed esperti dalla tastiera facile, da una settimana all’altra lo stesso alimento può vestire ora i panni del diavolo, ora avere le sembianze dell’acqua santa.

Come dire? Tutto è diventato opinione, pertanto opinabile. Anche l’economia, di una Paese come di una famiglia. I ricavi, le tasse, gli utili, i debiti, i posti di lavoro, si sono trasformati in simulacri da interpretare, in numeri su un pallottoliere che i soliti specialisti di turno fanno girare come gira il vento. E la gente continua a sentirsi confusa, a tratti disillusa, perciò si butta tra le braccia del primo uomo forte che passa e che ha l’aria e la sicumera di twittare di aver capito tutto, di avere la soluzione a ogni problema. È così che abbiamo sacrificato sull’altare della comunicazione di massa il valore della complessità in cambio della velocità, e a farne le spese è stata soprattutto la chiarezza, con buona pace della verità.

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LA RIVISTA
Anno XIV n 10 ottobre 2019
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