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Basta con la retorica sul lavoro

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Venerdì, 06 Ottobre 2017

Sapete qual è l’argomento su cui si fa di gran lunga più retorica e demagogia? Il lavoro. A seguire, ma a distanza, la famiglia. Però il lavoro batte tutti… Non ce n’è per nessuno: se volete essere ascoltati in un qualsiasi consesso, inserite nel discorso un concetto sul lavoro e vi assicurerete maggiore attenzione. Forse perché ormai il lavoro è diventato così pervasivo e invadente da occupare la gran parte delle ore delle nostre esistenze. Forse perché ce n’è sempre meno, e la maggior parte di noi vive nell’ansia (virtuale o reale) di perderlo, se non di trovarne addirittura almeno uno.

Cosa facciamo nel nostro lavoro, ci definisce agli occhi del mondo, e nei casi in cui non riusciamo a costruirci una robusta identità come persona, coincide con il nostro stare nel mondo. È lavorando che si valorizzano o mortificano le capacità delle persone, dove trovano espressione e compimento peculiarità tutte umane come l’intuizione, la creatività e l’ingegno. Se ci fosse una “sacralità” civile, quella del lavoro sarebbe senz’altro in cima al podio.

E allora ci sono delle volte in cui mi chiedo perché la politica e l’economia siano tanto ignave da ritenere sufficiente affrontare la questione a suon di regolamenti o provvedimenti una tantum, palliativi quando non bufale. Anche i sindacati, alla fine, si sono ridotti alla stregua di partiti politici che affondano nel lavoro la loro stessa ragione d’essere, ormai ridotta a (superata) ideologia. Raramente mi è capitato di scorgere il rispetto di questa “sacralità”, ed è successo quando ho visto lavoratori e datori di lavoro stare gli uni a fianco agli altri nel raggiungimento di un obiettivo comune, ognuno rispettoso delle esigenze dell’altro. Non a caso, spesso, quando queste realtà passano in mano agli eredi, la magia si rompe e l’azienda non è più la stessa.

C’è una dimensione di incanto nel lavoro che abbiamo smarrito nel momento in cui abbiamo fatto prevalere la mera rilevanza economica delle imprese su quella sociale e umana. Anche per questo la disoccupazione imposta coincide con una lesione dei diritti fondamentali di ogni individuo. Lo so, mi sono spinta un po’ oltre il seminato corrente, ma chi ci dice che fino a qui si sia seminato bene?

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Anno XII n 12 dicembre 2017
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