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Aspettando i revenge spending

Torna a Discanto
Venerdì, 07 Maggio 2021

Secoli di letteratura così come millenni di storia e di cronaca lo hanno raccontato e continuano a raccontarlo molto bene: il rapporto tra le persone e il denaro è ancestrale, tanto da travalicare il mero istinto di sopravvivenza.

Il dato segnalato da Abi è che durante la pandemia sui conti corrente degli italiani si sono accumulati oltre 162 miliardi di euro in più rispetto al periodo precedente: spinte dalla paura del peggio, le persone hanno deciso di fare provviste oltremisura. Anche perché, segregate in casa e con esercizi e attività economiche chiusi, le occasioni per spendere i propri soldi – fatti salvi e-commerce e delivery – sono stati veramente esigui. Si tratta a dire il vero di un fenomeno che è stato in questi mesi a lungo analizzato fino a indagarne anche gli aspetti neuroscientifici, visto che quando si parla di risparmio si attivano soprattutto le aree del cervello deputate alla emotività anziché quelle della logica e della razionalità.

Insomma, quando si affronta il tema risparmio, per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane, è la paura a dettare in modus operandi più che l’efficienza e l’efficacia delle proprie decisioni. Ma tant’è: poco o nulla si può fare su un meccanismo psicologico scavato tanto profondamente nelle nostre menti. Probabilmente, però, qualcosa è fattibile per il suo contrario. Ovvero per quando i mercati registreranno un revenge spending , e chi ha risparmiato in questi mesi sfogherà la propria gioia impulsiva – anche come reazione ai mesi di disagio e clausura – spendendo senza rifletterci troppo parte dei propri risparmi.

A tal proposito Lorenzo Dornetti, direttore di Neurovendita Lab, ha osservato: «Prepariamoci alla corsa allo shopping sfrenato, alla lotta per l’ultimo posto disponibile sull’aereo prenotato last minute, all’attesa senza mascherina di ogni bene di cui inutilmente ci siamo privati per mesi. Si tratta di assoluta irrazionalità». Suggerendo a seguire: «Ognuno dovrebbe massimizzare il beneficio, acquistando ciò che può e serve al miglior rapporto qualità/ prezzo, tenendo un orizzonte di medio periodo, senza farsi trascinare dall’affettività del “qui ed ora”».

Vien da chiedersi a questo punto quale ruolo vorranno recitare le imprese in tale saliscendi emotivo. Avranno da scegliere tra l’approfittare dell’euforia del momento per rimpinguare le casse esauste oppure per ripensare prodotti e attività, innovativi e sostenibili, affinché il necessario processo di rinnovamento entri più velocemente in circolo. Perché se permetteremo che i tempi e le modalità in essere ante-pandemia riprendano ad attecchire come se nulla fosse successo, in seguito sarà più arduo, e in alcuni casi addirittura impossibile, intervenire per poter essere parte attiva di un mondo che dovrà ineludibilmente fare tesoro di quanto ci è accaduto.

(Photo created by pressfoto)

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Anno XVI n 11 novembre 2021
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