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Alla ricerca di un nuovo umanesimo

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Venerdì, 10 Dicembre 2021
Alla ricerca di un nuovo umanesimo (photo by 8photo)

Ci sono concetti importanti e complessi che possono (devono?) essere espressi con parole semplici. È quanto ho pensato leggendo l’intervista all’amministratore delegato di Vaillant Italia, Gherardo Magri, che pubblichiamo su questo numero. Quando il manager dice semplicemente che un nuovo umanesimo è possibile anche dentro l’impresa, anzi – soprattutto – dentro un’azienda in quanto comunità produttiva e rappresentativa di una realtà più grande che è la società in cui viviamo.

Nelle scorse settimane mi sono trovata a parlare con un amico di grandissima sensibilità, umana e spirituale, il quale sostiene che l’unica fiducia possibile è nel singolo, mentre né le masse, i gruppi di persone, men che meno le imprese e le istituzioni possono essere veramente portatrici sane del cambiamento. Il che è sacrosanto: se non cambia il singolo, e quindi ogni persona che compone un insieme, non si può pensare che un eventuale mutamento sia duraturo e reale. Tuttavia, leggendo interviste come quella rilasciataci dall’a.d. di Vaillant, piuttosto che parlando con personalità come il fondatore di Yoox che abbiamo intervistato due numeri fa, e negli incontri con certi manager e imprenditori che si sono susseguiti negli ultimi mesi, viene da credere – o forse sarebbe meglio dire “da sperare” – che una nuova normalità sia possibile, anche dentro le imprese, nel momento in cui al centro viene posto non più solo il profitto ma l’uomo, come dipendente e come cliente.

E, proprio in virtù di questo, se l’agire di un’azienda nuoce per un verso o per l’altro a questi due destinatari, la sua attività deve essere considerata non a norma, non tanto e non solo in base a un vagheggiato principio di legalità, bensì in relazione a un concreto principio di opportunità. Ma perché ciò sia possibile bisogna cambiare innanzitutto i parametri che usiamo per giudicare la realtà: dobbiamo imparare a rompere i metri e i pesi che utilizziamo da sempre per misurare ciò che distingue ciò che funziona da ciò che funziona meno. Si tratta certamente di operare una scelta etica, ma pure di valore, anche economico, visto che Magri sottolinea come Vaillant abbia continuato a crescere negli ultimi anni.

Al mio amico che, giustamente, nutre profonde perplessità su come un’economia e una finanza votate esclusivamente al profitto, così come su certa tecnologia invadente e invasiva, abbiano usato e abusato del benessere dell’uomo e del pianeta piegandolo alle esigenze commerciali degli utili, mi piacerebbe tra qualche tempo poter rispondere che non tutte le aziende sono uguali, così come non tutti gli imprenditori e i manager. Mi piacerebbe poter testimoniare che sempre più operatori economici si stanno rendendo conto che il benessere o è di tutti gli elementi coinvolti in un’attività economica, o non è di nessuno. Perché una cosa è certa, ed è che la pandemia ci ha fatto sperimentare come il benessere di ognuno sia legato al benessere di tutti, e non solo di chi ci è prossimo, bensì anche di chi ci appare – ma è solo un’impressione – lontano.

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Anno XVII n 5 maggio 2022
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