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Alla ricerca del leader

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Mercoledì, 02 Marzo 2022
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È indubbio che il cambiamentogenerazionale da tempo in atto e la pandemia stiano accelerando in ambito sociale la trasformazione degli stili di vita di ognuno di noi. Così come è ormai chiaro a tutti che un pensiero poco attento alla causa comune non riesca più a proporre soluzioni ottimali che garantiscano futuro, stabilità e serenità alla società in cui viviamo.

Tutti auspichiamo un domani migliore ma, per progredire con soddisfazione e sicurezza, si dovranno considerare parametri diversi rispetto a quelli in voga sino a oggi. Anche perché quanto accaduto intorno all’elezione del Presidente della Repubblica, ha reso palesi la necessità e l’urgenza di una politica capace di governare la trasformazione del Paese in maniera trasparente ed esemplare. Lo so, si profila come un processo complesso, ma da cui – onestamente – non possiamo sottrarci.

Per decenni ci siamo interrogati sulle caratteristiche dei leader e delle leadership, provando a definire (a volte, a dire il vero, con un approccio alquanto rigido e per nulla visionario) chi potesse accompagnare strutture e aziende in questa “cavalcata” verso il futuro. Sono certo che oggi ognuno di noi sarebbe oltremodo soddisfatto se potesse relazionarsi con individui in grado di trasferirci una carica densa di passione, coinvolgimento, competenza e partecipazione…. per non parlare dell’esempio! Ed è appunto sull’esempio che dovremmo soffermarci. Perché il leader è un visionario competente e trascinatore, che accetta la grande sfida integrando – con sensibilità e flessibilità – le funzioni aziendali dopo aver, con cura e profondità, analizzato i contesti e le necessità. I suoi interventi devono dimostrare, anche nei modi e negli atteggiamenti, grande spirito innovativo ed essere percepiti dal gruppo e nei contesti in cui operano come tali. I risultati e il continuo evolversi dell’organizzazione in termini globali sarà testimonianza assoluta di una mente alla guida proiettata a mondi diametralmente differenti rispetto a quelli vissuti sino a ora.

Aiutare a evolversi, intervenire in modo non scontato, aprire nuovi scenari dentro i quali costruire una realtà appassionante per tutti, sono alcuni dei punti necessari sui quali concentrarsi; così come è fondamentale occuparsi dell’integrazione tra le nuove generazioni e le persone “con esperienza”. Certo, si possono trovare scusanti in abbondanza per non operare con atteggiamenti innovativi e percepiti come tali dal gruppo. E non va dimenticato che le relazioni si basano soprattutto sulla qualità e la veridicità delle stesse, e che quindi tutto è possibile… anche in tempi di smart working! Il coraggio deve contraddistinguere il leader, perché è con coraggio che va rifondato un sistema, se non si vogliono accettare imposizioni gratuite e inutili nei confronti della propria organizzazione, nonché per infondere fiducia in chi quotidianamente collabora per costruire.

Il leader non è buono, ma ha a cuore le proprie persone e i valori aziendali. Solo la fiducia generata dal suo operato può aiutare il processo, mentre la condivisione e la volontà di tutta l’organizzazione moltiplicheranno in maniera esponenziale i risultati. Per raggiungere tali obiettivi sarà sufficiente frequentare un corso sulla leadership? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Anno XVII n 12 dicembre 2022
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