Seguono il mercato del lavoro da un osservatorio privilegiato come la rete di Internet, che è ormai diventata il canale di ricerca più importante per chi va a caccia di una nuova occupazione.
Per questo, i portali di recruitment on line (cioè i siti web dedicati alla selezione del personale) hanno assistito giorno dopo giorno all’evolversi dell’ultima crisi economica: l’hanno vista crescere e ingigantirsi, come un fiume in piena, dall’ottobre dello scorso anno sino ai giorni nostri. E così, i manager delle società che gestiscono i portali di recruitment, dove le domande e le offerte di impiego si incontrano in una sorta di piazza virtuale, sono oggi preziosi testimoni capaci di raccontare nei dettagli le cronache dell’attuale recessione. E le cronache, anche quelle più recenti, purtroppo non regalano ancora buone notizie. Il mercato del lavoro, infatti, rimane in crisi, come testimoniano i dati dell’ultimo anno sulle ricerche del personale via Internet. «Dall’ottobre del 2008», dice Nicola Rossi, country manager di Monster.it «abbiamo registrato una flessione delle inserzioni nell’ordine del 40- 50%». C’è stato, insomma, un vero e proprio crollo che, in alcuni segmenti di mercato, raggiunge delle percentuali ancor più elevate. «Per i nostri grandi inserzionisti, come i gruppi attivi nel comparto del lavoro temporaneo e su somministrazione», aggiunge Rossi, «il calo si è attestato addirittura tra il 70 e l’80%». Meno marcata, invece, è la flessione tra le piccole imprese del made in Italy (circa il 10%) e tra le società industriali di grandi dimensioni (che hanno ridotto gli annunci di lavoro del 20-25%).
Al di là dei numeri, però, una cosa è certa: non appena l’economia mondiale ha cominciato a battere la ritirata, le aziende hanno “preso in mano le forbici” per tagliare i propri budget nell’area delle risorse umane. Il che significa, detto in parole povere, che parecchie assunzioni sono state bloccate o rimandate a tempi migliori.
Ma gli effetti della crisi non sono mancati pure sul fronte della domanda di lavoro, oltre che su quello dell’offerta. Già, perché nell’ultimo anno si sono ridotte notevolmente anche le ricerche di un nuovo impiego da parte dei potenziali candidati, con un calo nell’ordine di almeno il 30% su base annua. Difficile a credersi, vista l’emorragia di posti di lavoro in atto un po’ in tutta Europa e che sta creando un esercito di disoccupati. In realtà, anche la flessione delle domande ha una ragion d’essere ben precisa: «chi oggi ha la fortuna di avere un’occupazione stabile, se la tiene ben stretta e, anche se ha qualche motivo di insoddisfazione, non è disposto a fare scommesse troppo azzardate, vista l’incertezza del contesto macroeconomico» spiega Marco Rossi. Una conferma a questa tesi arriva anche da Sara Perniola, production manager per l’Italia di Careerjet, un motore di ricerca completamente dedicato al mondo del recruiting: «Oggi tra i lavoratori non disoccupati riscontriamo senz’altro una minor propensione a mettersi in gioco e una sempre maggiore tendenza a conservare il proprio impiego attuale».
Ovviamente, non tutto il mercato si sta muovendo nella stessa direzione. Esistono infatti delle figure lavorative ancora molto ricercate, in diversi settori industriali. È il caso degli agenti e dei direttori commerciali, destinati all’area delle vendite, «per i quali» aggiunge Sara Perniola, «negli ultimi mesi abbiamo riscontrato addirittura un significativo aumento delle offerte di lavoro, nell’ordine del 20% circa». Il perché di questo fenomeno non è difficile da capire: molte aziende, per arginare gli effetti della crisi, oggi hanno la necessità di presidiare il mercato, di difendere le proprie posizioni dall’attacco della concorrenza e, quando possibile, vogliono anche allargare il proprio raggio di azione in nuove aree di business. Per questo, le imprese hanno bisogno di risorse fresche «il cui reclutamento comporta dei rischi e dei costi abbastanza limitati», dice Akbar Giovanni Memon, amministratore delegato del portale Cambiolavoro. Gli agenti commerciali, sottolinea infatti Memon, vengono di solito retribuiti in maniera flessibile, cioè con provvigioni proporzionali alle vendite fatturate. Detto in soldoni: chi, tra gli agenti, non è abbastanza capace di vendere sul mercato i prodotti o i servizi dell’azienda, non riceve alcun compenso dal proprio datore di lavoro (o riceve comunque un compenso limitato).

I settori evergreen
L’area commerciale, però, non è l’unico settore in cui le imprese continuano ad assumere. Navigando tra le pagine web dei portali di recruitment si trovano infatti ancora molti annunci per l’assunzione di professionisti nel campo dell’amministrazione e del controllo di gestione, vista la necessità per molte imprese di portare avanti ristrutturazioni incentrate sul contenimento dei costi. E ci sono parecchie ricerche anche da parte delle società specializzate nella realizzazione di opere di ingegneria. «Si tratta di aziende che lavorano di solito su commesse di durata pluriennale», dice Giovanni Memon, «e che possono programmare le proprie politiche di reclutamento del personale con un’ottica di lungo periodo, senza concentrarsi sulle preoccupazioni di breve termine». Del resto, come sottolinea il numero uno di Cambiolavoro, oggi il fronte delle grandi opere mostra ancora una certa vitalità, grazie ai significativi investimenti finanziati con risorse pubbliche, dai lavori per l’alta velocità ferroviaria sino alla costruzione di nuove centrali energetiche. Ed è proprio nel comparto dell’energia, in particolare di quella “pulita”, che si trovano ora le occasioni professionali più ghiotte. «L’elevato costo del petrolio e del gas naturale, unito ai nuovi incentivi statali per promuovere la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, sta favorendo un vero e proprio boom di nuove figure professionali», dice Marco Sicuro, amministratore delegato della società Antevenio, proprietaria del portale di recruitment Cliccalavoro.it.
Planner, project engineer o project ma nager sono oggi dei termini assai gettonati negli annunci on line di ricerca del personale e identificano una folta schiera di specialisti dediti alla progettazione e alla costruzione degli impianti energetici. Tra le figure più ricercate, secondo Sicuro, ci sono anche quelle degli addetti al project financing, che sono professionisti (in genere con una formazione economica alle spalle) capaci di reperire, da fonti pubbliche o in ambito bancario, i finanziamenti necessari a portare avanti nuovi progetti nel campo delle energie alternative, che godono appunto di notevoli sovvenzioni.
Ma l’elenco delle occasioni di lavoro presenti in abbondanza sulla rete non finisce qui. Secondo gli operatori del recruitment on line ci sono infatti ancora molte opportunità nel campo dell’healthcare, cioè della sanità e della cura della salute, che beneficia di un trend di lungo periodo, legato al progressivo invecchiamento della popolazione. Oppure nei settori dell’information technology, del commercio elettronico e della pubblicità on line, che stanno tuttora avvantaggiandosi dello sviluppo inarrestabile di Internet. Nonostante il peso della recessione, insomma, le occasioni per chi vuole cambiare occupazione (o per chi è costretto a farlo) non sono del tutto scomparse, almeno sulla rete. E ciò dimostra, secondo chi gestisce i portali dedicati alla selezione del personale, che il web è ormai il mezzo più efficace per coniugare la domanda e l’offerta di lavoro. «Lo abbiamo visto proprio durante la crisi», dice Marco Rossi di Monster.it, «perché, mentre gli annunci sui principali quotidiani sono praticamente scomparsi, il nostro portale ha conservato comunque un buon numero di inserzioni, in totale tra le 13mila e le 15mila circa».

Le incognite
Inoltre, proprio negli ultimi anni, sono nate nel settore del recruitment via Internet alcune nuove iniziative di successo. È il caso di Jobrapido, un motore di ricerca che permette di selezionare i principali annunci di lavoro presenti sulla rete. Nato in Italia nel 2006, e partecipato da un venture capital tedesco, questo portale è oggi attivo in ben 19 Paesi (con siti in lingua locale). Proprio per la presenza internazionale del motore di ricerca, Björn Jingberger, vice president sales di Jobrapido, oggi è in grado di analizzare nel dettaglio lo stato di salute del mercato del lavoro un po’ in tutta Europa. Purtroppo, il manager ammette con molto realismo che la luce in fondo al tunnel della crisi è ancora lontana, ma non rinuncia a qualche nota di speranza: «si ha la sensazione», dice Jingberger, «che ormai abbiamo quasi toccato il fondo e che il calo delle inserzioni di lavoro sia giunto in prossimità del capolinea. Già prima dell’estate, ci sono stati infatti dei tenui segnali di una possibile inversione di tendenza, anche se è indubbiamente ancora troppo presto per parlare di una vera e propria ripresa». Per avere le idee più chiare si dovrà attendere l’arrivo dell’autunno. Soltanto da ottobre in poi, a detta del manager, si capirà se molte aziende sono tornate a investire e a ricercare con convinzione nuove risorse professionali o se continueranno a muoversi ancora con molta prudenza. Perché, se nel sistema finanziario il peggio può considerarsi ormai alle spalle, l’economia reale è purtroppo ancora in recessione e si muove tra molte incognite difficili da interpretare.