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Il progetto Eso-EAWS

Il progetto Eso-EAWS Torna a robot lavoro del futuro
Mercoledì, 23 Settembre 2020

Il progetto Eso-Eaws nelle parole di Rachele Sessa, vicedirettore della Fondazione Ergo

Rachele Sessa-Fondazione Ergo

Si è concluso da poco il progetto Eso-Eaws: qual era il suo obiettivo?
Il progetto Eso- Eaws nasce dall’idea di superare una delle sfide aperte nel mondo degli esoscheletri industriali. Uno dei principali ostacoli alla diffusione di questa tecnologia è la difficoltà che incontrano le aziende nel misurare la convenienza di un simile investimento. Il tema è quello della quantificazione della riduzione del caricobiomeccanico, cioè – per essere più chiari – della fatica. Questi esoscheletri di quanto riducono la fatica degli operai? E, quindi, di quanto riducono il rischio di infortuni e di quanto aumentano l’efficienza e la produttività dell’operaio? Per le aziende, queste sono le domande fondamentali.

Fino a oggi, una risposta non c’era. Su che esoscheletro avete lavorato?
Su Mate, che è un esoscheletro passivo per arti superiori, sviluppato da Iuvo, società spin off del Sant’Anna di Pisa, e prodotto da Comau, utilizzato per attività ripetitive svolte con le braccia alzate o sopra la testa. Per intenderci, parliamo di contesti industriali come le lavorazioni sottoscocca nell’automotive. Va detto che questa tecnologia si sta diffondendo anche in altri settori, non necessariamente industriali, in cui il lavoratore passa molto tempo in posture scomode e usuranti. Possiamo pensare, per esempio, a un parrucchiere, che trascorre molto tempo con le braccia sollevate. Un esoscheletro di questo tipo potrebbe essergli d’aiuto.

esoscheletro mate

Come avete condotto i test? 
Il protocollo, applicato su 12 giovani volontari (20-30 anni), ha previsto la misura dell’attività dei muscoli della spalla e degli arti superiori in 12 posture, otto statiche e quattro dinamiche. Le misurazioni elettromiografiche sono state effettuate sui muscoli principalmente coinvolti nel mantenimento delle posture valutate utilizzando elettrodi di superficie. L’utilizzo di un sistema di analisi del movimento optoelettronico ha permesso di controllare la corretta esecuzione dei movimenti. La fase successiva a quella di laboratorio ha avuto come obiettivo quello di tradurre la variazione di attività muscolare osservata tra le condizioni con e senza esoscheletro in un indice di correzione delle scale di valutazione Eaws dell’intensità di carico biomeccanico. Questa seconda fase è stata condotta dal team di istruttori esperti Eaws di Fondazione Ergo con la supervisione del Comitato scientifico della Piattaforma Eaws, composta dal prof. Francesco Saverio Violante, dal prof. Ralph Bruder dell’Università Tecnica di Darmstadt, dalla dott.ssa Roberta Bonfiglioli dell’Università di Bologna e dalla prof.ssa Maria Pia Cavatorta del Politecnico di Torino. I dati raccolti in questo modo sono stati convertiti nella scala Eaws per misurare la riduzione del carico biomeccanico che, questo hanno detto i risultati, può arrivare fino al 30%.

Questo standard di misurazione che voi avete fornito può essere usato anche per altri tipi di esoscheletri? 
Dipende. Nel contesto di questo progetto, Fondazione Ergo ha definito la classe di esoscheletri S-01, dove S sta per “Shoulder”, sulla base di specifici criteri. Per gli esoscheletri con caratteristiche differenti sarebbe necessario definire altre famiglie con le relative specifiche caratteristiche. Ma domani il progetto può continuare con la creazione di certificazioni per esoscheletri che si occupino di supportare altri comparti corporei oltre la spalla. La strada è tracciata.

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