Voucher, anche Boeri li seppellisce. Restano solo i sindacati ad amarli

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri

Ennesima bocciatura per i voucher. Stavolta tocca a Tito Boeri seppellire o quasi questo strumento che non è servito a «far emergere il lavoro nero». «Il problema non l'uso, ma l'abuso», ha affermato il presidente dell'Inps in audizione alla commissione Lavoro della Camera che lavora sulla riforma dei buoni lavoro.

Se, come stima l'Istat, il lavoro nero è il 16% del totale in Italia, il monte ore complessivo coperto da voucher rappresenta solo lo 0,3% del totale. Nei campi agricoli finisce appena il 2% dei buoni totali, a fronte di un 10% di lavoro irregolare nel settore. Il risultato? Spiccioli per le casse dell'ente previdenziale: 174 milioni di gettito su un totale di 185 miliardi. Secondo Boeri, dunque, la soluzione è limitare le giornate totali piuttosto che mettere un tetto al numero dei voucher utilizzati e al reddito che da questi deriva.

Chi resta insomma a "tifare" per i voucher (ne sono stati venduti altri 9 milioni a gennaio)? Solo i sindacati, anche se non pubblicamente, mentre portano avanti la battaglia per il referendum: «Tra i maggiori utilizzatori dei voucher in rapporto al numero di committenti, vi sono le organizzazioni sindacali e le cooperative», attacca Boeri. Nelle tabelle Inps, infatti, risultano 36 organizzazioni sindacali titolari di 279.976 voucher e 408 cooperative e mutue assicuratrici che hanno fatto ricorso a 2.397.995 buoni lavoro.