Le aziende Usa dovranno comunicare gli stipendi dei loro top manager e soprattutto il gap di retribuzione tra il Ceo e il dipendente medio. Lo ha stabilito la Sec, forse influenzata dal tema della disuguglianza che impazza nell'attuale campagna elettorale. Con tre voti a favore e due contro la Consob a stelle e strisce ha deciso così di obbligare alla trasparenza i gruppi quotati in Borsa. Esultano i sindacati i democratici che vedono applicata la norma già prevista dalla riforma 2010.

Mentre le imprese già temono figuracce e attacchi mediatici, la prima risposta potrebbe essere un taglio dei compensi per i vertici (almeno della parte fissa della retribuzione). Ma c'è anche chi teme un aumento dei costi e minaccia ricorsi alla Corte suprema. «La norma fornirà agli azionisti informazioni addizionali che potranno usare nella loro analisi delle pratiche relative ai compensi degli executive di un gruppo, un'area importante della corporate governance», il commento di Mary Jo White, presidente della Sec.

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