David Cameron

David Cameron © Getty Images

“Non ci si può aspettare di venire in Gran Bretagna e avere qualcosa in cambio di nulla”, ha tuonato David Cameron dalle pagine del Daily Telegraph . In un lungo articolo che ha già suscitato le perplessità dell’Ue, il premier ha così annunciato un mirato piano di interventi per rivedere i benefit previsti per gli immigrati e “assicurarsi che le persone vengano per le giuste ragioni”. Nello specifico, da novembre 2014 tutti gli stranieri senza lavoro potranno avere i sussidi pubblici di disoccupazione solo per i primi tre mesi, contro i sei attuali. Attualmente il sussidio ammonta a 56,80 sterline a settimana, equivalente a 71 euro circa ogni sette giorni. Non solo. Verranno dimezzati da 1,1 milioni a 500 mila gli annunci di lavoro nel Regno Unito pubblicizzati in Europa tramite uffici di collocamento. Al contempo, verranno messe al bando tutte le agenzie di recruiting che, per garantirsi manodopera a basso costo, pubblicizzano i posti di lavoro direttamente all’estero, senza prevedere posti per gli inglesi.

Nel mirino, anche le licenze ai college: pare che esistano svariate istituzioni fasulle che offrono visti agli studenti in cambio di denaro. “Abbiamo iniziato un’azione radicale, chiudendone oltre 750”, assicura Cameron. “In uno di questi, gli ispettori non hanno trovato nemmeno uno studente”. Sebbene l’annuncio di Cameron debba ancora tradursi in legge, ha già sollevato le perplessità della Commissione europea, per la quale "il libero movimento dei lavoratori è un principio fondamentale della Ue, dà benefici economici agli Stati membri, e già esistono salvaguardie all'utilizzo dei benefit nella legge europea". In particolare, Jonathan Todd, portavoce del commissario al Lavoro, ricorda che “i sussidi di disoccupazione nonvengono pagati dalla Gran Bretagna ma dal Paese dove gli emigrati avevano cercato lavoro precedentemente, quindi è difficile comprendere l'annuncio".