Chi ha il coraggio di far fallire Alitalia?

«I lavoratori si esprimeranno liberamente, ma anche spero consapevolmente, avendo dunque chiara qual’è l’alternativa in caso di un voto negativo». Così il ministro Carlo Calenda presenta il referendum sul futuro di Alitalia sul quale saranno chiamati a esprimersi 12.500 dipendenti della compagnia aerea tra il 20 e il 24 aprile. In ballo ci sono 2 miliardi di investimenti a fronte di esuberi ridotti da 1.338 a 980 posti di lavoro (con scivolo di quattro anni). Ma anche una riduzione della parte economica per il personale navigante del 16/17% rispetto all'iniziale richiesta del 30%. «Per Alitalia questa è davvero l’ultima chiamata», conclude Calenda.

I lavoratori e i sindacati continuano a spingere per il no nella speranza, o nella convinzione, di una nuova nazionalizzazione che garantisca tutti i lavoratori a spese dei contribuenti. Lo dice la storia di Alitalia, un'eterna cambiale sulle spalle degli italiani costata finora 7 miliardi allo Stato (studio Mediobanca). «Se dovesse prevalere il “no” ci sarebbe solo un brevissimo periodo di amministrazione straordinaria, circa 6 mesi, e poi l’accompagnamento verso la liquidazione della compagnia», garantisce il ministro. Chi ha il coraggio di far fallire Alitalia?

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