Matteo Renzi

Matteo Renzi © Palazzo Chigi

Si apre una settimana decisiva sul fronte della riforma del lavoro. Oltre al voto in Parlamento sul Jobs act – dove non è escluso il voto di fiducia – martedì 7 ottobre governo e sindacati si incontreranno per discutere sia di articolo 18 che del trattamento di fine rapporto in busta paga. Ed è proprio sul Tfr che il premier Matteo Renzi spinge particolarmente: “Il Tfr, la liquidazione, sono soldi dei lavoratori, che però vengono dati tutti insieme alla fine”, ha scritto sulla sua Enews. La filosofia sembra essere protettiva: te li metto da parte, per evitare che tu li `bruci´ tutti insieme. Uno Stato-mamma, dunque, che sottilmente fa passare il messaggio di non fidarsi dei lavoratori-figli. Io la vedo diversamente: per me un cittadino è maturo e consapevole. E come accade in tutto il mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga mensilmente”.

L’APERTURA AI SINDACATI. L’incontro di martedì 5 ottobre con Cgil, Cisl e Uil si apre sotto segnali positivi, almeno da parte dell’esecutivo: in vista del vertice con le pasrti sociali, sottolinea Renzi, "verificheremo la fattibilità di una proposta sul Tfr che viene incontro ai lavoratori senza gravare sulla situazione bancaria delle piccole e medie imprese".