taglio cuneo fiscale

Si lavora al taglio del cuneo fiscale non solo per i giovani, ma anche per i 50enni. La crisi del lavoro è la vera emergenza per il governo dopo i dati di maggio sull'occupazione che hanno segnalato una nuova perdita di posti di lavoro. Serve una ripresa strutturale, ben più efficace della decontribuzione triennale che ha accompagnato l'arrivo del Jobs Act drogando il mercato del lavoro. Ora che la bolla è finita, resta un'economia in ripresa ma ancora in ritardo rispetto all'Europa.

TAGLIO DEL CUNEO FISCALE PER GIOVANI E 50ENNI

Se il centrodestra propone una flat tax al 25%, il governo punta invece sul taglio del cuneo fiscale per combattere la disoccupazione giovanile senza disperdere risorse Irpef. Si parla di un impegno da 6-7 miliardi che permetterebbe di mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori: un passo in avanti rispetto ai 2-3 miliardi previsti inizialmente e che permetterà di allargare il provvedimento anche ai 50enni.

DUE IPOTESI SUL TAVOLO

ll discorso entrerà nella prossima legge di bilancio che dovrà essere focalizzata sulla competitività della imprese, aiutando l'export e alimentando la domanda interna. Due le questioni da dirimere sul tavolo partendo dall'ipotesi iniziale: l'età dei "giovani" - under 35 o under 25 - e l'entità dello sconto contributivo da caricare sulla fiscalità generale. Una strada è partire subito con tre anni di decontribuzione per gli assunti a tempo indeterminato under 25 (costo 2-3 miliardi), che diventerebbe poi un 4% strutturale diviso tra lavoratori (9% oggi) e azienda (24%).

L'altro progetto riguarda invece tutti i lavoratori al di sotto dei 35 anni. In questo caso si potrebbe pensare di dimezzare la quota contributiva complessiva - 15% totale rispetto al 33% attuale - per gli assunti a tempo indeterminato. Lo sconto rimarrà legato al lavoratore e comporterà un risparmio per le aziende di 3-4 mila euro all'anno per ogni assunto. In questo caso i costi sarebbero minori all'inizio - un miliardo - per poi salire a regime tra gli 1,5 e i 2,5 miliardi.

E le coperture? Si potrebbe puntare ancora sulla spending review, altrimenti si ripartirà dalla pulizia delle agevolazioni fiscali e sulla fatturazione elettronica obbligatoria tra privati.