© Getty Images

Il cambio euro-franco svizzero rischia di penalizzare le imprese svizzere? Per arginare il rischio, basta lavorare di più.

È questa la soluzione sposata da svariate società elvetiche, concentrate soprattutto nei cantoni tedeschi: innalzare l’orario di lavoro da 40 ore fino addirittura a 45 ore, mantenendo il salario inalterato.

Il nuovo orario verrebbe applicato per un periodo circoscritto e, in cambio, i lavoratori riceverebbero la garanzia di non essere licenziati per l’intera durata dell’accordo.

Tra i primi a sposare il nuovo regime spicca l’azienda agroalimentare Buehler: qui i suoi 2.500 dipendenti lavorano 45 ore la settimana, almeno fintanto che la moneta unica non supererà quota 1,08 franchi per almeno tre settimane. In tal caso, tornerebbero a lavorare 42,5 ore.

E ancora: nella società produttrice di macchine utensili Tornos l’orario sarà di 43 ore settimanali fino a giugno (e non si escludono proroghe). Contestualmente l’azienda ha diminuito i salari dei suoi top manager: -10% per la direzione, -5% per i quadri.