Stress da lavoro, ora il “burn out” è ufficialmente una malattia

I lavoratori lo sospettano da tempo. E anche molti specialisti a dir la verità, tanto da rilasciare certificati di malattia a dipendenti stressati, ansiosi o depressi. Ora, però, arriva anche la conferma ufficiale: l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, ha inserito il burn out, ossia lo stress da lavoro, nell’elenco dei disturbi medici che aggiorna ogni anno, definendolo come un “problema associato alla professione”. I sintomi? Sono vari e vanno dai sentimenti negativi al cinismo, dalla spossatezza sul luogo di lavoro all’efficacia professionale ridotta, fino all’isolamento. Se non affrontati nel modo corretto, questi campanelli di allarme possono sfociare in una “sindrome che porta a stress cronico impossibile da curare con successo”. Dopo decenni di studi, dunque, l’agenzia speciale dell’Onu per la salute si è decisa a dare attenzione a una malattia descritta per la prima volta nel 1974 dallo psicologo Herbert Freudenberger, fornendo ai medici dei criteri per la diagnosi.

Non si tratta, comunque, dell’unica novità di quest’anno. Fra le aggiunte del 2019 ci sono anche il comportamento sessuale compulsivo fra i disturbi mentali e i videogiochi fra i disturbi da dipendenza, insieme al gioco d’azzardo e alle droghe come la cocaina. La condizione di transgender, invece, è stata spostata dalla lista dei disturbi mentali a quelle delle “condizioni relative alla salute sessuale”.