Gli stipendi degli italiani non crescono per effetto dell’inflazione

Per i lavoratori italiani ci sono una buona e una cattiva notizia. La buona è che nel 2017 gli stipendi medi sono aumentati per tutte le categorie, in maniera più o meno significativa. La brutta è che anche l’inflazione ha ripreso a crescere, per cui di fatto ha annullato i benefici derivati dall’incremento in busta paga. A dirlo è il rapporto sulle retribuzioni di OD&M Consulting (società di Gi Group specializzata in Human Resource Consulting), secondo cui l’aumento delle retribuzioni è stato del +1,3% per i dirigenti, del +2,7% per i quadri, del + 0,9% per gli impiegati e del + 1,2% per gli operai. Considerato che il costo della vita è cresciuto dell’1,2% per quanto riguarda l’inflazione di base e dell’1,8% per quanto riguarda l’inflazione dei beni ad alta frequenza d’acquisto, significa che solo i quadri hanno effettivamente potuto contare su un potere d’acquisto maggiore. Addirittura, l’incremento della busta paga degli impiegati è stato inferiore di quello dell’inflazione. 

Ecco di chi sono gli stipendi più alti

Ma a chi appartengono gli stipendi più alti? I settori che hanno fatto registrare le retribuzioni più elevate, al di sopra di quelle medie, sono la finanza per i dirigenti, la finanza e l’industria per i quadri, la finanza e i servizi per gli impiegati e l’industria per gli operai. Male, invece, commercio e turismo: in questi ambiti le retribuzioni si collocano al di sotto della media per tutte le categorie, anche per i dirigenti (che guadagnano meno anche quando lavorano nei servizi e nell’industria).
Nel 2017 la retribuzione totale media dei dirigenti è stata di 129.544 euro, quella dei quadri di 60.500 euro, quella degli impiegati di 31.198 euro e quella degli operai di 26.668 euro.
Per quanto riguarda il divario fra stipendi di donne e uomini, la situazione varia molto in relazione alla posizione lavorativa: ha raggiunto, infatti, l’11,8% nel caso dei dirigenti (in aumento dal 9,3% del 2016), è sceso al 6,2% per i quadri (dal 10%) e al 7,4% per gli operai (dal 10,9%), ed è stato pari al 12,6% per gli impiegati (dal 12,8%).