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Nuovi segnali di ripresa dal mondo del lavoro. Stando all’Ufficio studi della Fip-Federazione dei Pubblici Esercizi, quest’anno il lavoro stagionale vedrà una crescita degli occupati, soprattutto italiani, del +3,1% rispetto al corrispettivo periodo 2014. Più precisamente, verranno contrattualizzati, a tempo determinato, quasi 80 mila lavoratori in più (79.766), di cui il 73,4% italiani e il 26,6% stranieri. In crescita anche la quota di lavoratrici donne che, entro la fine di settembre 2015, arriverà a rappresentare il 49,9% dei contratti.

«Siamo di fronte a un fenomeno in controtendenza rispetto agli ultimi anni, dovuto sopratutto alla ripresa della domanda interna», commenta Lino Enrico Stoppani, presidente del Fipe. «È un risveglio del settore favorito anche dall’entrata in vigore del Jobs Act, che ha eliminato alcune rigidità che fino ad oggi portavano molti imprenditori a rinunciare alle assunzioni».

Lo stipendio medio base previsto dai contratti stagionali è di 1.200 euro netti al mese. La cifra poi può variare in base alla professionalità: uno chef blasonato prenderà sicuramente di più di un cameriere generico. Quanto alle categorie più gettonate per il lavoro stagionale, spicca quella dei camerieri, che da sola rappresenta il 64% delle nuove immissioni. Al secondo posto gli chef, con il 18%, al terzo i barman, a quota 13%, mentre solo il 5% ha optato per il lavoro dei bagnini.