Ferrero, Chiesi Framaceutici e Gruppo Finmatica fra le Italiane, Danone, Nestlé o Kellog’s fra le multinazionali: sono queste alcune delle aziende certificate “Ok stages” (la lista completa su repubblicadeglistagisti.it) che offrono un percorso formativo serio, un rimborso spese adeguato e una buona percentuale di assunti dopo lo stage. Insomma, i casi di eccellenza non mancano. Come Tuvia – settore logistica, 60 milioni di fatturato e 28 sedi nel mondo – e la sua Academy, un sistema di recruiting che ha vinto il premio “Logistico dell’anno 2013” per la formazione. «È una sorta di master in-house della durata di sei mesi», spiega il numero uno Marco Oriolo, «che coniuga formazione accademica, con lezioni tenute direttamente dai nostri manager, ed esperienza diretta sul campo, con attività di affiancamento nei reparti operativi e nelle funzioni di staff. Per i più meritevoli segue di solito un’esperienza all’estero presso una delle nostre filiali». Il rimborso c’è e aumenta man mano che il percorso di formazione diventa più impegnativo e vicino all’operatività. «Così incentiviamo i ragazzi a dare il massimo, ma è anche un riconoscimento per il contributo che portano in azienda con entusiasmo, voglia di fare e competenza».

ARTICOLO PRINCIPALE - Stagisti, risorse a perdere?

ALTRI CASI

Stage in Italia
LA STRATEGIA WIN-WIN
VANTAGGI PER LO STAGISTA
1) Il tirocinio è attinente con il percorso universitario e i giovani svolgano mansioni calibrate al loro ruolo professionale
2) Il compenso è adeguato
3) C’è un’effettiva e concreta prospettiva di inserimento lavorativo
VANTAGGI PER L’AZIENDA
1) L’azienda si porta in casa idee e progettualità, un approccio esterno e innovativo
2) L’incentivo spinge a dare il massimo. Vale per apprendisti e dipendenti
3) I manager possono osservare sul campo i candidati. Un punto di vista privilegiato