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Carpisa fa marcia indietro e prova a mettere le polemiche in borsa. Dopo la campagna di marketing che offriva uno stage di un mese subordinato all'acquisto di un articolo della nuova collezione e all'invio di un elaborato piano di comunicazione, l'azienda si è scusata per il messaggio «in completa antitesi con una realtà imprenditoriale fatta invece di occupazione e opportunità offerte in particolare al mondo giovanile», scusandosi «per la superficialità con la quale è stato affrontato un tema così delicato». 

STAGE-GATE: CARPISA PUO' METTERE LE POLEMICHE IN BORSA

La Filcams-Cgil aveva definito “svilente e irrispettosa” la campagna indirizzata alle under 29 su Twitter in centinaia avevano attaccato il concorso portando #Carpisa  tra i trending topic. L'occasione era sembrata ghiotta per Carpisa che rivendica l'assunzione di 50 ex stagisti negli ultimi tre anni e una percentuale di collaboratori con meno di 29 anni superiore al 40%. Il marchio rilancia assicurando «che l’impegno in favore dei giovani sarà ancora più forte, al di là di qualunque interpretazione del messaggio dato».

Non è la prima volta che negli ultimi anni un'azienda finisce nella bufera per le sue scelte commerciali, basta guardare quello che sta accadendo in queste ore alla Motta per gli spot del Buondì. Come insegnano i precedenti, però, da Moncler a Barilla e Nutella, una simile situazione può rivelarsi una risorsa. Moncler sostenne la qualità dei propri piumini nonostante le critiche sul trattamento delle oche da parte di alcuni fornitori. Barilla colse l'occasione per un ripensamento della propria azienda e della comunicazione verso tutti i tipi di famiglie. Ferrero, infine, con una risposta concreta e documentata smontò molte delle accuse al famigerato olio di palma. Ora tocca a Carpisa...