Smart working, ecco le regole: 9 articoli per il telelavoro

Diritti, privacy, infortuni, retribuzione: con il disegno di legge predisposto dal professor Maurizio Del Conte e collegato alla legge di Stabilità, il governo fa chiarezza sullo smart working (“lavoro agile”). Con questo termine, non si vuole indicare l’attività dei liberi professioni a partita Iva, bensì le prestazioni esercitate dai lavoratori dipendenti, al di fuori degli uffici aziendali: una realtà che coinvolge sempre più persone, sia uomini che donne, e che, pertanto, esigeva di essere meglio regolamentata.

IL DISEGNO DI LEGGE IN SINTESI. La nuova disciplina si articola in 9 articoli. Il primo articolo fissa i requisiti e obiettivi del lavoro agile: finalizzato a «incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro», viene svolto da remoto grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, almeno un giorno a settimana. Il contratto tra le parti deve specificare modalità e utilizzo dei supporti tecnologici e deve prevedere anche delle fasce orarie di riposo. Quanto alla retribuzione, non può essere inferiore a quello dei lavoratori che operano in azienda e sono previsti incentivi fiscali e contributivi. In materia di sicurezza, disciplinata dagli articoli 6 e 7, si prevede la copertura dei possibili infortuni sia fuori dall’azienda sia lungo il tragitto che separa la propria casa dal coworking. «Il disegno di legge è un passo avanti nell’era del digitale, riempie un vuoto normativo e apre la strada a una visione dell’organizzazione del lavoro centrata sul risultato e non sulla presenza», commenta Elisabetta Caldera, direttore risorse umane di Vodafone Italia, tra le prime realtà italiane a sposare lo smart working.