Alternanza scuola-lavoro al via. Il ministero ha completato il decreto attuativo della Buona Scuola relativo a uno dei capisaldi della riforma dell'istruzione. Ripartendo dai decreti firmati nel 2008 e nel 2012, il ministro Stefania Giannini è pronta a firmare la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro che si rivolge agli studenti dell'ultimo triennio della secondaria di secondo grado. Con quattro articoli e nove pagine, il decreto stabilisce che ogni alunno di un istituto tecnico o professionale dovrà totalizzare 400 ore in un'azienda - 200 per i liceali - nell'ultimo triennio. Si traduce quindi in un mese circa (20-24 giorni effettivi) di apprendimento lavorativo a partire dai 16 anni. Per il completamento del percorso, lo studente dovrà passare effettivamente almeno tre quarti del monte ore in azienda.

ESTATE? Tra le possibilità c'è anche quella di spostare il periodo di alternanza scuola-lavoro nel periodo estivo, e all'estero, «secondo il percorso formativo personalizzato». L'impegno non sarà parallelo ai fini del percorso d'istruzione: il periodo di lavoro darà diritto a una valutazione integrativa al giudizio che sarà allegata al curriculum dello studente. E non saranno esclusi i disabili, anzi: «I periodi di apprendimento saranno realizzati in modo da promuovere la loro autonomia anche ai fini dell'inserimento nel mondo del lavoro». Saranno previste visite mediche e un'assicurazione Inps per ogni periodo di attività che sarà supervisionato da due tutor, uno della scuola e l'altro aziendale. I tutor e gli studenti dovranno compilare un rapporto e una valutazione finale sull'efficacia e la coerenza del percorso con il proprio indirizzo di studio.

MODIFICHE. La Rete degli studenti medi, coinvolta nella relazione del decreto, ha chiesto alcune modifiche: no al periodo estivo, formazione sui posti di lavoro sia fatta "per classe" e sospensione dell'attività didattica per tutti nel periodo di tirocinio e tetto di cinque ore al giorno in azienda. «Bisogna vietare esplicitamente il tirocinio in quelle aziende o cooperative che in estate hanno i picchi di lavoro stagionale», dice Alberto Irone, portavoce degli Studenti medi, «non dobbiamo rischiare di trasformare una fase di approfondimento scolastico in un utilizzo surrettizio e gratuito di manodopera giovanile. Nella fase di apprendimento extrascuola, poi, non ci deve essere alcun costo a carico degli studenti, né assicurativo, né per i trasporti, né per le mense».