Matteo Renzi-Che tempo che fa

Il premier Matteo Renzi a Che tempo che fa

Matteo Renzi è un fiume in piena. Ospite domenica sera da Fabio Fazio a Che tempo che fa (Raitre), il premier discute di lavoro e Jobs act, sferrando pugni a destra e a manca. Il primo affondo è diretto alle minoranze interne al partito: «La mediazione non si fa dentro il Pd ma con i lavoratori, la sinistra affezionata ai totem, alle memorie, va bene per il museo delle cere», ha spiegato «il mio obiettivo non è far contento D’Alema ma la mamma che non ha diritto alla maternità».

L’IMPRENDITORE DEVE POTER LICENZIARE. Il secondo colpo è invece diretto ai sindacati, definiti come l'unica azienda al di sopra dei 15 dipendenti che non ha l'articolo 18 ma che poi «ci viene a fare la lezione». Quanto alla riforma sul lavoro, Renzi ribadisce la volontà di cancellare l’art 18: «L'imprenditore non è uno cattivo, deve avere diritto di licenziare. Non è il reintegro la soluzione dei problemi». Contestualmente, però, Renzi dichiara di voler eliminare anche tutte le forme di precariato: «Domani dirò che cancelliamo i Co.co.pro., Co.co.co. e tutte quelle forme di collaborazione che hanno fatto del precariato la forma prevalente del lavoro. Non voglio che la scelta di licenziare o assumere sia in mano a un giudice, deve essere in mano all'imprenditore. L'importante è che lo Stato non lasci a casa nessuno».

TFR IN BUSTA PAGA. Renzi ha ventilato la possibilità di trasferire una parte del Tfr dei lavoratori nella busta paga mensile. Quanto agli 1,5 miliardi di ammortizzatori sociali, Renzi spiega che saranno inseriti nella legge di Stabilità: un'operazione che in totale varrà 20 miliardi senza però «un cent di tasse in più». Sul fronte dei diritti civili, invece, Renzi conferma il suo impegno per la Civil partnership alla tedesca e lo ius soli. Quest’ultimo «potrebbe non essere legato alla nascita in Italia, ma almeno legato alla frequentazione di un ciclo scolastico».

Matteo Renzi a Che tempo che fa – L’intervista integrale