Dopo le polemiche che hanno preceduto Expo 2015 e il suo ruolo di sponsor della manifestazione, mentre l'Esposizione va a gonfie vele con il successo anche del padiglione privato, Coca-Cola prova a raccontare il suo impatto sull'economia del Paese. Lo fa attraverso uno studio commissionato alla Sda Bocconi School of Management che dà i numeri delle lattine più amate in Italia: 815 milioni di euro di risorse generate (0,05% del pil), con 334 milioni di impostate destinate allo Stato. Ma soprattutto è da notare l'impatto occupazionale: 26 mila posti di lavoro impiegate nei 5 impianti di produzione e imbottigliamento e nelle quattro aziende che compongono l'attività del gruppo in Italia (Coca-Cola Italia, Coca-Cola Hbc Italia, Fonti del Vulture e Sibeg, anche se quest'ultima non è stata inclusa nella ricerca). Il che vuol dire che 70 mila persone dipendono parzialmente o totalmente dall'azienda.

«Coca-Cola è una realtà prevalentemente locale, con un forte radicamento sul territorio nazionale», commenta Giangiacomo Pierini, direttore relazioniistituzionali e comunicazione Coca-Cola Hbc, «che grazie ai suoi stabilimenti crea importanti opportunità occupazionali e sviluppa attività a favore delle comunità in cui opera. In questo modo dà vita in Italia ad un circolo virtuoso di cui beneficia l’intera catena produttiva e distributiva. Inoltre le aziende coinvolte generano a loro volta redditi ed entrate fiscali, sviluppando l’attività economica all’interno delle loro rispettive catene del valore».

QUOTE ROSA. Coca-Cola è dunque il primo soggetto nell’industria delle bibite, di cui genera il 32,9% delle risorse totali di un settore che comprende 332 imprese. Ma è anche al primo posto nell’industria delle bevande, che consta di 2.072 imprese, di cui distribuisce l’8,1% delle risorse totali del settore. Coca-Cola in Italia impiega direttamente 2.074 dipendenti, dislocati in otto sedi tra stabilimenti, uffici e depositi.

In termini di profilo dei dipendenti, il Sistema Coca-Cola presenta una maggiore incidenza femminile rispetto alla media delle imprese attive, sia a livello dei quadri (34% contro il 28%), sia a livello di cariche dirigenziali, con una percentuale quasi doppia (24% rispetto al 13%). In particolare, in Coca-Cola Hbc Italia la metà dei ruoli appartenenti al Comitato di Direzione aziendale è ricoperta da donne. Infine, i dipendenti Coca-Cola presentano un profilo retributivo superiore rispetto alla media del settore delle bevande: +12% nel caso di quadri e impiegati, e ben +21% nel caso degli operai.

Padiglione Coca-Cola Expo 2015

VALORE. «Coca-Cola è conosciuta per essere un’azienda globale, ma in ogni Paese ha un forte radicamento a livello locale: attenzione al territorio e sostenibilità sono da sempre valori fondamentali che l'Azienda persegue nelle comunità in cui è presente», aggiunge Vittorio Cino, direttore relazioni istituzionali e comunicazione di Coca-Cola Italia. «Tutti questi elementi si ritrovano nel Padiglione Coca-Cola Expo Milano 2015, interamente ideato per rispecchiare il modello di sostenibilità e legame con il territorio di Coca-Cola, un approccio che emerge in modo evidente anche dalla ricerca condotta dall’Università Bocconi.”
La ricerca, infine, mette in evidenza come nell’ipotetico scenario in cui venisse meno la presenza di Coca-Cola in Italia, l’economia nazionale andrebbe incontro ad una perdita di risorse pari a 481 milioni di euro (che corrispondono allo 0,01% delle risorse complessive generate in Italia) ed un aumento del tasso di disoccupazione del 0,29%.