È un’Europa frammentata, almeno sul fronte del lavoro, quella che emerge dall’ultimo rapporto Eurostat sul costo del lavoro: nel Vecchio continente un’ora di lavoro può costare dai 3,8 euro (Bulgaria) a 40,3 euro (Danimarca). In Italia, in attesa di scoprire quanto le misure della Legge di Stabilità 2015 hanno inciso sul settore (si scoprirà con i dati del prossimo anno), il costo del lavoro è cresciuto dello 0,7% passando da una media di 28,1 euro a 28,3, ma cresce meno della Media europea (vedi tabella a lato).

Nel nostro Paese, inoltre, il 28,2% del costo del lavoro è determinato da fattori non legati allo stipendio dei dipendenti, come per esempio i contributi pagati ai lavoratori (nel resto dell’Europa la media è del 26,1%, 24,4% se si considera l’Ue a 28 Paesi). Nei 19 paesi dell'Eurozona i costi non salariali sono del 26,1%, e nei 28 paesi dell'Ue del 24,4%.