produttività

La produttività italiana è la peggiore in Europa. Il dato tricolore relativo all'anno 2016 fa segnare -0,4%: si è registrato quindi un arretramento della crescita del valore aggiunto dovuta al progresso tecnico, alla conoscenza e all’efficienza dopo sei anni di crescita. Lo rileva l’Istat nel report dedicato alla cosiddetta “contabilità della crescita”. Qui si rileva un altro dato negativo: la produttività del lavoro è calata dell'1%, mentre l’input di capitale è aumentato dell’1 per cento.

Produttività, l'Italia è la peggiore in Europa

Per la produttività italiana si tratta di un pesante paso indietro rispetto al +0,9% del 2016 sul 2015 e alla media di crescita annua dello 0,3% mantenuta tra il 1995 e il 2016. Si trattava già di un dato lontanissimo dalla media Ue, che è del +1,6%. Su queste cifre si alleneavano Germania (1,5%), Francia (1,4%) e Regno Unito (1,5%). Solo la Spagna faceva peggio, anche se di poco, con +0,5%.

Per l’Istat non è un problema di ore di lavoro, ma di produttività oraria. Nel periodo 1995-2016, i settori di attività economica che hanno registrato i tassi di crescita della produttività del lavoro più elevati sono stati i servizi d’informazione e comunicazione (+2,5% medio annuo), l’agricoltura (+1,7%) e le attività finanziarie e assicurative (+1,3%). Il comparto dell’industria in senso stretto ha segnato un incremento medio annuo dell’1 per cento. In rosso invece la produttività delle attività professionali (-2,4%), per quello delle costruzioni (-1,0%) e per l’istruzione, sanità e servizi sociali (-0,9%).