Le pensioni sono al centro della Legge di Bilancio. E' quanto afferma il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che però avverte: «L'aspirazione è fare il massimo, poi bisogna tenere conto della contabilità pubblica e quindi delle compatibilità». Dipenderà dalle risorse disponibili, infatti, il bastare dei 2 miliardi previsti per l’intervento del Governo in materia; l’azione del ministero verterà su pensioni minime, anticipo pensionistico e ricongiunzioni onerose.

PENSIONI MINIME. Quel che è certo è che l’intenzione dell'esecutivo di agire sul tema pensioni è seria: per questo sono già stati interpellati i sindacati. L’ammontare della manovra verrà decisa nel corso delle interrogazioni per la legge di Bilancio. Se due soli miliardi saranno sufficienti si vedrà con le decisioni relative ai punti da affrontare durante la riforma delle pensioni; senza ovviamente dimenticare di tener conto dello stato dei conti pubblici. In qualche misura, garantisce Poletti, si agirà sull’innalzamento della quota delle pensioni minime, anche se in modalità e forme ancora da stabilire; lo scopo primario è sempre quello di aiutare le persone in difficoltà economica.

CONTRO LA POVERTÀ. Al di fuori del tema pensioni, ma continuando a parlare di povertà, il ministro del Lavoro Poletti mette sul tavolo un impegno del Governo pari a un miliardo e mezzo di euro. L’obiettivo sarà quello di optare per misure concrete, che non si limitino allo stanziamento di sussidi: «Noi vorremmo che le persone possano trovare una condizione di dignità che è quella di avere un lavoro e di essere in grado di essere utili a sé e agli altri», e l’intenzione è quella di costituire uno «strumento universale di lotta alla povertà». Questo potrebbe diventare il Sia, cui è stato destinato un investimento di 750 milioni di euro, che si affianca agli altri 500 milioni utilizzati per infrastrutture e politiche attive. Investimenti che, con il prossimo Bilancio, potrebbe essere ulteriormente rafforzati. Intanto, si lavora per diminuire la tassazione, in particolare sul lavoro e sulla casa; il governo esclude l’introduzione delle patrimoniali.