© Bartek Ambrozik

Alcune recenti linee guida del Ministero del Lavoro hanno introdotto un inasprimento dei controlli e delle sanzioni in capo alle imprese che non rispettano la normativa sul lavoro. In particolare saranno “colpite” le aziende che utilizzano lavoratori in nero e quelle che non concedono il riposo settimanale e giornaliero. Sono previsti, infatti, aumenti delle ammende tra un minimo del 30%, per coloro che impiegano lavoratori in nero, e ben di 10 volte l’attuale contravvenzione, verso chi non concede il riposo settimanale. In termini numerici le sanzioni sui dipendenti in nero passano, per ogni unità, da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 12.000 euro, al nuovo regime compreso tra 1.950 euro e 15.600 euro. Inoltre, se più di un terzo dei dipendenti sul totale dell’organico risulta in nero potrà essere disposta anche la chiusura dell’attività professionale.

Per il mancato rispetto dei riposi settimanali, la sanzione sale a 1.300 – 7.800 euro (rispetto ai 130-780 euro precedenti). Moltiplicata per 10 anche la sanzione per il mancato rispetto dei riposi giornalieri, che andava da 25 euro a un massimo di 100 euro, e che ora sarà compresa tra un minimo di 250 euro a un massimo di 1.000 euro. I maggiori introiti derivanti dall’aumento delle sanzioni potranno essere utilizzati per rendere più efficace la vigilanza in materia di lavoro e di legislazione sociale, favorendo un migliore contrasto al lavoro sommerso. I fondi serviranno altresì a sostenere le spese di missione del personale ispettivo e promuovere azioni in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre gli ispettori del Ministero del Lavoro aumenteranno di 250 unità.