Da sinistra, le ministre Maria Elena Boschi (Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento) e Madia (Pubblica amministrazione e semplificazione)

L'Italia cresce nella classifica mondiale delle pari opportunità. Merito delle ministre del governo Renzi, l'unica buona notizia per un Paese che resta in coda per quanto riguarda le discriminazioni economiche. Lo dicono i dati del Gender Gap Index stilata dal World Economic Forum: la Penisola si piazza al 41esimo posto, in risalita di 28 posizioni rispetto alla 69esima piazza dell'anno scorso e di 39 dall'80esima del 2012: si tratta del miglior piazzamento dell'Italia nella storia dell'indice, inaugurato nel 2006.

Su 145 Paesi presi in esame, l'Italia rispetto alle altre economiche sviluppate paga soprattutto la disparità in quanto a "partecipazione e opportunità economiche", voce che vede il nostro Paese 111esimo e terzultimo in Europa davanti solo a Malta e Turchia. Pesano anche la 91esima piazza per partecipazione delle donne alla forza lavoro (54% contro il 74% maschile), addirittura la 109esima per la parità salariale percepita e la 84esima per differenza di reddito (in media 23.700 dollari per le donne contro 40mila per gli uomini).