Otto contratti su 10 sono determinati. Ma c'è un bonus che funziona

Otto nuovi contratti su 10 sono a tempo determinato. Fatta questa premessa, si possono leggere i dati Istat sull'occupazione nel secondo trimestre 2017. La forza lavoro conta 22 milioni 985 mila persone, in aumento di 78 mila unità (+0,3%) rispetto ai tre mesi precedenti. Crescono i dipendenti (+149 mila, +0,9%), ma appunto 123 mila sono contratti a termine (+4,8%). Rispetto a un anno fa, la crescita è di 153 mila occupati (+0,7%), che riguarda soltanto i dipendenti (+356 mila, +2,1%), oltre tre quarti dei quali a termine (+278 mila, +11,2%). Il tasso di occupazione sale al 57,8% (+0,2 punti percentuali), con il picco dei 50-64enni (+0,4 punti) in confronto ai 35-49enni e ai 15-34enni (+0,2 e +0,1 punti, rispettivamente).

OTTO CONTRATTI SU 10 SONO DETERMINATI

Il tasso di disoccupazione scende per il secondo trimestre consecutivo attestandosi all’11,2% (-0,4 punti). Il tasso di inattività sale al 34,7% (+0,1 punti), dopo la diminuzione nei due precedenti trimestri. Su tutti i dati, spiccano i numeri delle donne che raggiungono per la prima volta nella storia il tasso di occupazione del 49,1% (+0,6% in un anno). Nonostante il recupero, «la situazione occupazionale delle donne nel nostro Paese», sottolinea l'Istat, «è tra le peggiori dell'Ue»: nella media 2016 l'Italia è "penultima" tra i paesi Ue28, «con un divario di 13,2 punti rispetto alla media, seguita soltanto dalla Grecia». Buoni i dati anche del Mezzogiorno (+0,7%) rispetto al Nord (+0,3%), mentre il Centro è stabile. 

BONUS SUD, UN INCENTIVO CHE FUNZIONA

Nella crescita del Meridione  pesa anche il ruolo del Bonus Sud l'esonero contributivo fino a 8.060 euro annui, introdotto a gennaio dall’Anpal (l’Agenzia nazionale per le politiche attive), per assumere, o stabilizzare, a tempo indeterminato (o in apprendistato) under 25 o disoccupati da almeno sei mesi. Ne hanno usufruito 73,782 lavoratori, 46.899 uomini e 26.883 donne. Per la maggior parte si tratta di contratti a tempo indeterminato (il 70,7% del totale), tra trasformazioni di rapporti a termine e apprendistati professionalizzanti.  L’incentivo targato Anpal, in vigore da gennaio, ha una dote complessiva di 530 milioni di euro di fondi europei Ue destinati alle regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). Anche se 30 milioni vanno ai territori “in transizione” (Abruzzo, Molise, Sardegna).