Qual è il segreto per eccellere in un nuovo lavoro? Fare in fretta. Sono i primi 90 giorni quelli decisivi per il "nuovo arrivato" per mettersi in mostra e anche per capire che cosa modificare di se stessi.

A dirlo è Hays Executive analizzando le strategie di approccio a un posto di lavoro. Si può scegliere di mettersi in mostra o di aspettare e valutare. Bisogna tentare di creare un clima di confidenza con i colleghi o scegliere di mostrare rispetto.

«Le strade da percorrere sono molte e tutte differenti, ognuna con i suoi pro e i suoi contro», afferma Erika Perez, eesponsabile della divisione Hays Executive, «ma c’è un denominatore comune a tutte: è importante massimizzare i primi tre mesi di attività, perché durante questa luna di miele, azienda e colleghi sono maggiormente predisposti a raccogliere input, suggerimenti e direttive dettate da una nuova leadership. E prestano particolare attenzione ad ogni decisione presa a livello manageriale».

FARSI CONOSCERE. Allora è meglio guardare o agire? «La virtù sta nel mezzo», risponde Perez, «ed è importante dimostrare di avere equilibrio e una visione d’insieme. La scelta che si rivela vincente, molto spesso, è quella di cercare di far capire, sin dal primo istante a colleghi e collaboratori, perché si è stati nominati per ricoprire una determinata posizione, quali sono i propri obiettivi, la propria vision per il futuro e le priorità che si vogliono affrontare. È più che comprensibile che un nuovo manager non sia in grado di avere tutte le risposte pronte il primo giorno, ma è altamente raccomandabile che venga reso noto sin da subito un action plan con le priorità da affrontare, le tempistiche e le modalità con cui farlo».

L’ideale sarebbe organizzando incontri vis-à-vis con le figure chiave dell’azienda, così da poter avviare un rapporto basato sul dialogo e sul confronto. Tutte le altre figure aziendali che non riportano direttamente a lui, possono essere coinvolte attraverso delle riunioni strutturate di team.

«I primi 90 giorni sono un periodo decisivo», conclude Perez, «in questo lasso di tempo un nuovo professionista deve riuscire a dare il meglio di sé, evidenziando gli obiettivi che vuole raggiungere e gli eventuali cambiamenti da sostenere. Ecco perché prepararsi al meglio è un imperativo: il miglior approccio è quello di strutturare una vera e propria strategia d’azione, prima ancora di cominciare a lavorare».

Ecco allora le 5 regole d’oro stilate dagli esperti Hays Executive:

1. Pianificare
È necessario pianificare un piano d’azione vincente prima ancora di cominciare un nuovo lavoro. Per questo è fondamentale informarsi, fare domande alle risorse umane e ai futuri colleghi, scandagliare il web alla ricerca di informazioni. Conoscere il background di un’azienda può aiutare a capire meglio il proprio ruolo e gli obiettivi da perseguire.

2. Osservare
Quando si è maturata un’esperienza significativa in ruoli di rilievo, entrando per la prima volta in una nuova realtà si tende a focalizzare l’attenzione solo sulle cose che non funzionano. Prima di proporre cambiamenti o correzioni è necessario comprendere l’organizzazione, i suoi valori, la sua cultura, le interconnessioni tra le funzioni, le personalità di riferimento per avere una visione d’insieme il più completa possibile.

3. Ascoltare
Per trarre il meglio fin dal primo giorno, bisogna imparare a conoscere i collaboratori e i colleghi, valutandone aspettative e capacità. Meglio quindi organizzare una serie di riunioni esplorative, per conoscere il team di lavoro e gli altri professionisti dell’azienda.

4. Chiedere
Fare domande senza esitazioni e remore, fin dalla prima riunione. Anche se si ricopre un ruolo di responsabilità, non bisogna, infatti, mai avere la presunzione di sapere e conoscere già tutto di un’azienda.

5. Valutare
I primi 90 giorni sono un periodo di prova fondamentale per valutare se la strategia adottata per il nuovo incarico possa risultare vincente. Nel caso non dovesse risultare efficace, occorre rivederla alla luce delle informazioni raccolte e dei feedback ricevuti.