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Mentre in Germania si punta a fissare un tetto minimo per gli stipendi – almeno 8,5 euro l’ora per tutti nei progetti del ministro del Lavoro, Andrea Nahles – in Italia entra in vigore il primo grande provvedimento del governo Renzi. Si parla delle nuove norme riguardanti i contratti a termine che, approvato dal consiglio dei ministri e firmato dal Presidente Napolitano, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale .
Il provvedimento, per il quale è iniziato il percorso in Parlamento per la conversione in legge, estende da 12 a 36 mesi la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato per il quale non è più richiesta la causale, ovvero la ragione dell’assunzione. Il numero di proroghe sale a otto. Confermata, inoltre, la semplificazione dell’apprendistato; per questo si prevede il ricorso alla forma scritta per il solo contratto e patto di prova; l’assunzione dei nuovi apprendisti non è più condizionata alla conferma in servizio dei precedenti al termine del percorso formativo.
Vengono aumentati, infine, i fondi per i contratti di solidarietà – quelli che riducono l’orario di lavoro per evitare licenziamenti – il limite di spesa viene fissato a 15 milioni, contro i 5,6 dell’ultimo rifinanziamento, risalente al 2005.