Microsoft apre una nuova finestra: quella dei licenziamenti. Per la prima volta il colosso dell’informatica mette mano in modo massiccio al suo organico per rilanciare l’azienda con un piano che prevede almeno 6 mila esuberi che verranno annunciati in questa settimana.

Tutta colpa di Nokia, la cui acquisizione quasi un anno fa ha porta to la forza lavoro totale a 127 mila unità: troppe, soprattutto in rapporto ai concorrenti Apple e Google. Le cifre non sono ancora ufficiali, ma il neo ad Satya Nadella – il primo esterno dopo 39 anni tra Bill Gates e Steve Ballmer - ha confermato la possibilità di tagli al personale.

Se i numeri fossero confermati, si tratterebbe del maggiore intervento nella storia della società. E un altro scossone al settore dopo i 14mila fuoriusciti da Hp. A “pagare” dovrebbero essere soprattutto le aree sovrapposte di Nokia e Microsoft, così come il marketing e l’ingegneria (in particolare il settore che si dedica all’Xbox, con sede a Reading nel Regno Unito). Non ci sarà in questo caso un ridimensionamento, ma una nuova filosofia di lavoro più cloud con la sparizione della divisione tra program manager, sviluppatori e tester.

Si concretizza così il piano di risparmi annui da 600 milioni di dollari, mentre si attendono le preannunciate iniziative, annunciate da Nadella, per l’espansione nei dispositivi mobili, nel cloud-computing e nei software legati all'efficienza aziendale. Addio dunque ai computer e servizi, secondo il motto «mobile-first and cloud-first ». Appuntamento al 22 luglio per la trimestrale.