Una scena del reality “La pupa e il secchione”

Come risolvere il problema dei quasi 500 mila precari della scuola italiana? La risposta è semplice, basta farli diventare le star di un reality show televisivo. Non è una provocazione, quanto piuttosto l’idea alla base del programma che Mediaset sta pensando per la sua rete ammiraglia, Canale 5. Un reality nel quale insegnanti precari sono chiamati a confrontarsi con concorrenti di reality andati in onda nel passato, scelti tra i più somari, tra quelli divenuti famosi per la loro ignoranza o incapacità di esprimersi in un italiano corretto. Se per i concorrenti ‘vip’ l’obiettivo è quello di essere l’alunno più meritevole, per gli insegnanti il premio è automatico, per ogni partecipante 150 mila euro, ovvero dieci anni di stipendio. Il programma al momento è solo un progetto, ma i casting Mediaset per scegliere i concorrenti sono già partiti. A presentarli l’eloquente spot, che già da qualche tempo circola sulle reti del Biscione: «Sei un insegnante precario della scuola? Sei disoccupato? Vuoi rimetterti in gioco e fare qualcosa di diverso? Contattaci, puoi vincere dieci anni di stipendio».

Le polemiche dei precari: è una vergogna
Ma i precari della scuola non ci stanno, per la Federazione Lavoratori della Conoscenza, il sindacato Cisl, questa è «una vera, autentica, clamorosa vergogna», con la quale il gruppo televisivo della famiglia Berlusconi offende gli stessi precari, al cui il governo Berlusconi è indifferente. Il sindaco si schiera apertamente contro il Premier: «Dopo le offese da parte del premier alla scuola statale – arriva ora – l’offesa da parte delle sue reti a lavoratrici e lavoratori precari». Contrari anche i precari di Orizzonte Scuola «prima la politica riduce alla fame i precari della scuola, poi arriva il reality show che ha l’unico scopo di sfruttare la disperazione per denigrare i precari della scuola rendendoli fenomeni da baraccone». Già attiva una pagina Facebook contro il programma.

La replica di Mediaset
Per il direttore di Canale 5, Massimo Donelli, la polemica non ha ragion d’essere: «Trovo quantomeno singolare che si faccia il processo a un programma non ancora andato in onda e che, oltretutto, è, fin qui, solo uno fra i tanti progetti sperimentali ai quali stiamo lavorando». In ogni caso per Donelli il reality avrebbe l’obiettivo nobile di «valorizzare una professione che è troppo spesso sottovalutata in un gioco di contrasto con la scarsa preparazione di persone note, simpatiche, amate dal pubblico, ma bisognose di rinfrescare le nozioni base dei tempi della scuola».