Università Bocconi di Milano

Un esame all’Università Bocconi di Milano

Costa parecchio, in totale oltre 38 mila euro ma, secondo i manager, è senza dubbio il migliore “sulla piazza”. È il master in Business administration (Mba) della Scuola di direzione aziendale (Sda) dell’Università Bocconi di Milano. Secondo una giuria di dirigenti d’impresa selezionata da Business People , il corso organizzato ogni anno nelle aule del prestigioso ateneo meneghino è il programma di formazione post-laurea più qualificato per chi vuole avere un percorso di carriera brillante nel mondo delle imprese e ricoprire cariche di medio o alto livello. Seguono a ruota l’Mba della School of management del Politecnico di Milano e quello della Luiss Guido Carli di Roma, tallonati da altri due corsi piuttosto noti nel mondo delle aziende: il master della School of management di Trieste e quello della Fondazione Cuoa di Atavilla Vicentina.
Chi ha compilato la classifica? Un panel di dieci manager e imprenditori selezioni tra quelli di maggior successo in Italia, che hanno la caratteristica di essere “sul campo”, cioè di avere il polso della situazione non solo perché spesso vi tengono lezioni, ma anche perché selezionano, a loro volta, giovani provenienti da questi corsi post-laurea. La giuria è composta, quindi, da dirigenti d’azienda con un ampio percorso di carriera alle spalle all’interno di imprese medio-grandi, attive in differenti settori, dalla finanza all’immobiliare, dall’industria manifatturiera al largo consumo sino al mondo dei media, dei trasporti e dell’alta tecnologia. A ognuno è stato chiesto di assegnare un voto da uno a 15 a ciascun master, ordinandoli in ordine di preferenza, in base a diversi criteri, a cominciare dalla qualità della docenza e della didattica. Ma, soprattutto, gran parte dei giurati ha espresso il voto in base alla propria esperienza personale, avendo avuto la possibilità di conoscere diversi colleghi o collaboratori che hanno frequentato i master e di verificare sul campo le loro capacità professionali, le competenze acquisite o sviluppate durante i corsi e, infine, il percorso di carriera che hanno avuto modo di intraprendere negli anni successivi.
A questi dieci manager Business People ha chiesto di dare un giudizio sui 15 master riportati nella classifica che a loro volta sono stati scelti all’interno di una lista di master accreditati presso l’Associazione italiana per la formazione manageriale (Asfor), un’organizzazione che esiste sin dal 1971 e che vanta oggi oltre 70 soci. Sono stati privilegiati gli Mba e i master in general management, che offrono ai dirigenti d’azienda una formazione interdisciplinare molto ampia, che consente loro di ricoprire cariche di rilievo in aziende operanti in diversi settori.
Il risultato è che il Centro-Nord d’Italia domina il mercato della formazione professionale dei dirigenti d’impresa, mentre i corsi del Meridione si piazzano nella parte medio-bassa della classifica (riportata nella tabella in pagina). Tra i master che si svolgono a sud di Roma, infatti, il “palmares” spetta alla Scuola di perfezionamento in gestione aziendale (Spegea) di Bari, promosso dalla Camera di Commercio e dall’associazione degli industriali del capoluogo pugliese, che si posiziona però soltanto all’ottavo posto. Oltre ai corsi della Spegea di Bari, ottengono riconoscimenti pure i master della Sdoa di Vietri sul Mare e della Stoà di Ercolano, che hanno entrambe sede in provincia di Napoli, assieme a quello dell’Isida di Palermo.
Sono però entrati a far parte della classifica anche alcuni corsi che hanno un “taglio” un po’ più specialistico. È il caso del Master in Insurance e Risk Management della scuola di direzione d’azienda di Trieste (piazzatosi al settimo posto), che si rivolge soprattutto a chi vuole intraprendere un percorso di carriera nel settore assicurativo, nella finanza o nella consulenza.
C’è poi il master organizzato ogni anno da Publitalia ’80, la concessionaria di pubblicità del gruppo Mediaset che è destinato soprattutto ai professionisti interessati alle aree del marketing o della comunicazione, in particolare nel settore dei media o nel comparto dei beni di largo consumo.
Segue a ruota, in 12esima posizione, il corso post-laurea per l’internazionalizzazione delle imprese, promosso dall’Ice, l’Istituto per il commercio estero. Giunto alla sua 44esima edizione, questo master ha lo scopo di creare professionalità per le associazioni e i consorzi all’export, oltre che per le piccole e medie aziende che hanno un’elevata quantità di scambi con i Paesi stranieri.
Infine, tra i programmi di formazione più specialistici, ha ottenuto un riconoscimento (piazzandosi al 13° posto) anche un altro programma di studi dotato di un notevole respiro internazionale: si tratta del master in International business studies che si svolge presso Cis, la Scuola per la gestione d’impresa di Reggio Emilia ed è promosso dalla Confindustria locale e da Federmanager, oltre che da alcune aziende private come il gruppo Unicredit.
Però la “regina” dei master italiani resta l’Mba della Bocconi perché, oltre a disporre di un corpo docente di livello indiscusso, ha un programma didattico molto concreto e legato fortemente al mondo delle imprese.
I giurati hanno infatti prestato grande attenzione anche al tema delle “relazioni”, cioè alla possibilità offerta da ciascun master di entrare in contatto con professionisti già affermati (sia tra i docenti, sia tra i testimonial che prendono parte alle lezioni, sia tra gli stessi iscritti ai corsi), instaurando con loro un rapporto di collaborazione, se non a volte di amicizia. Sotto questo profilo, i corsi post-laurea che si tengono nelle grandi città come Roma e Milano hanno una marcia in più e, non a caso, si sono posizionati nella parte alta della classifica.
Per i componenti della giuria, però, ci sono altri fattori da non sottovalutare che possono avere un ruolo determinante nella scelta. Primo fra tutti l’aspetto meramente economico. Le tariffe d’iscrizione dei 15 corsi esaminati si muovono, infatti, in un intervallo molto ampio che parte da un minimo di 5 o 6 mila euro, sino a raggiungere un massimo di 30 mila euro. Dunque, occorre pesare bene sul piatto della bilancia i costi e i benefici di ciascun programma. In altre parole, chi ha la possibilità di finanziare la propria iscrizione a un master con una borsa di studio o con un contributo erogato dall’azienda, è bene ovviamente che si indirizzi verso i corsi più prestigiosi (come appunto quello Bocconi) che sono anche quelli che costano di più. Chi invece deve sostenere le tariffe d’iscrizione di tasca propria, non deve scartare l’idea di partecipare a dei corsi un po’ più economici.
Da non dimenticare, tra l’altro, che esistono anche master non troppo costosi che si sono posizionati nei piani alti della classifica. È il caso dell’Mba organizzato dalla Scuola di amministrazione aziendale (Saa) di Torino, che ha una spesa d’iscrizione inferiore ai 10 mila euro e che si è posizionato sesto. I requisiti di accesso a questo corso sono abbastanza stringenti: oltre alla laurea (di I o II livello o del vecchio ordinamento), i partecipanti devono avare infatti alle spalle anche una significativa esperienza di lavoro di almeno tre anni.