Sir Alex Ferguson, allenatore che ha dato l'addio al calcio a 72 anni: «Sono troppo vecchio per andare in pensione e non avrei niente da fare». diceva quando era in piena attività.

La moglie Cathy ha vietato l'ingresso di qualunque cimelio calcistico nella loro casa

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L’hanno chiamata proprio così: sindrome del marito pensionato. È quella che colpisce le mogli dei neo usciti dal lavoro: la fine dell’impiego di una vita rappresenta sì un sollievo, ma spesso anche una condizione pesante da sopportare per le compagne di una vita. I sintomi? Ansia, insonnia, mal di testa e nei casi peggiori anche depressione.

A studiare questo luogo comune è stato l'Istituto di Ricerca indipendente (Iza) che fa capo all'Università di Bonn che ha approfondito gli effetti del cambiamento di abitudini sulla salute delle mogli casalinghe dopo anni di vita di coppia a singhiozzo.

Di particolare interesse è che a condurre lo studio siano stati due economisti dell'Università di Padova, Marco Bertoni e Giorgio Brunello che hanno analizzato i dati di un’indagine annuale svolta in Giappone su questo tema dopo la riforma pensionistica del 2006.

I risultati evidenziano che per ogni anno di “riposo” per il marito, corrisponde un aumento del rischio per la moglie di 5,8-13,7 punti percentuali.

Un autentico trauma per la salute mentale delle coniugi. Il problema si aggrava se la donna è ancora in attività: le pressanti richieste dei compagni diventano quasi insostenibili con poco tempo da dedicare alla casa.

«I nostri risultati suggeriscono che si dovrebbe prestare attenzione non solo ai risvolti economici del pensionamento ma anche agli aspetti psicologici», concludono i due economisti, «onde evitare o almeno attenuare le conseguenze sulla salute mentale e il benessere di entrambi i coniugi».

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