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La filosofia Jedi applicata al management

La filosofia Jedi applicata al management Torna a Manager lato chiaro leadership
Martedì, 08 Ottobre 2019

Il metodo Artsfor spiegato dal co-fondatore Paolo Antonini

Paolo Antonini-Artsfor

ArtsFor sviluppa progetti di formazione partendo dall’esperienza artistica applicata a concetti di leadership e management. Paolo Antonini, tra i soci fondatori, ci spiega il concept alla base del metodo. 

Come si innesca l’arte nel processo formativo dei dirigenti d’azienda?
È il contesto di oggi che chiede di sperimentare su strade diverse. Un manager deve occuparsi anche di antropologia, di sociologia, di innovazione. Il che non significa che deve diventare un tuttologo, ma abbracciare campi del sapere più ampi. In questo contesto si inserisce l’arte. Esporre a voce un pensiero, e farlo anche suonare da un musicista fa sì che arrivi anche a livello emotivo, aumentandone l’efficacia. Usiamo Claudio Baglioni per partire da una zona di comfort e mostrare come qualcosa di apparentemente perfetto può essere stravolto e ricostruito per diventare qualcos’altro ugualmente perfetto, per esempio il canone di Pachelbel. Aiuta a superare le paure del cambiamento e apre al nuovo. 

Su quali principi si fonda la vostra filosofia?
Sono tre, ispirati dagli insegnamenti di Yoda, il maestro Jedi di Guerre Stellari . Uno, disimparare ciò che hai imparato. Nel business di oggi in cui gli standard sono sempre meno, saper uscire da contesti abitudinari e eliminare certezze è chiave per un manager. Due, noi maestri siamo il terreno su cui nascono i discepoli. Da un lato il top manager è costruttore di un contesto all’interno del quale le proprie persone crescono. D’altra parte, se il maestro è un terreno, il manager ha anche la responsabilità di continuare a lavorare su se stesso, tenersi aggiornato, mettersi in grado di creare il contesto. Tre, esercitarsi a distaccarsi da ciò che si ha paura di perdere. Si connette direttamente al tema della delega e della crescita delle persone, all’idea che tutto ciò che ti sembra perfettamente funzionante è allo stesso tempo anche fragile. Si deve inserire in un contesto di antifragilità, della capacità cioè di distaccarsi dal funzionante, anche rischiando l’efficienza per ottenere l’efficacia. 

L’arte punta al coinvolgimento emotivo. C’è relazione tra empatia e leadership?
Se un leader non è capace di empatia difficilmente otterrà partecipazione e oggi sempre meno viene chiesto di eseguire e sempre più di partecipare, anche se spesso in maniera goffa. Gli esseri umani hanno la meravigliosa capacità di gestire le contraddizioni, leggere le sfumature, gli aspetti relazionali, dialogici ed empatici, qualcosa che le macchine – almeno per un bel po’ – non potranno fare.

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