La scommessa di cambiare vita alla ricerca di un nuovo lavoro non è un argomento che interessa esclusivamente i giovanissimi. Si fa un gran parlare della cosiddetta “fuga di cervelli”, ma neolaureati a parte, quali sono le scelte che operano i manager in vena di salti di qualità? Experteer, servizio per lo sviluppo della carriera dedicato a manager e dirigenti, ha condotto un’indagine sui talenti europei, in merito alla loro disponibilità a spostarsi per favorire una svolta professionale.
Il dato più significativo emerso è che la propensione a stabilirsi in un altro Paese è decisamente più spiccata tra i manager del Nord Europa, che tra quelli italiani. In particolare, i manager provenienti dall’Europa centrorientale sono quelli che più frequentemente scelgono di lasciare il proprio luogo di provenienza per lavorare all’estero (in aumento del 47 % rispetto al 2009). Un grande dinamismo è stato riscontrato anche tra gli scandinavi, mentre tedeschi, italiani e spagnoli sono fra i manager meno propensi a tentare la fortuna all’estero. A sorpresa, il Regno Unito ha registrato un incremento degli executive che hanno trovato lavoro all’estero. Si parla di un salto dal 20% registrato nel 2009, al 26 % secondo i riscontri ottenuti nell’anno 2011.
I dati relativi alla ‘fuga di manager’ dall’Europa dell’Est sono spesso giustificati dalle scarse opportunità di lavoro nei mercati interni, dalla disparità retributiva tra un Paese e l’altro e da conflitti interni di carattere politico, economico o sociale. Tuttavia, per quanto riguarda le altre nazioni, la molla che spinge gli executive a spostarsi non è stata ravvisata principalmente nell’aspetto retributivo, ma nella concentrazione geografica di particolari attività, o nel fabbisogno di competenze espresso dal Paese scelto per intraprendere la nuova avventura lavorativa.
Per dovere di cronaca è giusto sottolineare che, a proposito delle retribuzioni, la Svizzera è il Paese in cui si offre la possibilità di aspirare a guadagni più elevati. Secondo quanto emerso dall’indagine, i manager che hanno lavorato in Svizzera nel 2010-2011 hanno guadagnato più di 80 mila euro l’anno, seguiti dagli executive emigrati in Spagna, Italia e Francia.