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«Smanettare per innovare» (Intervista ad Alberto Bertone - Sant’Anna di Vinadio)

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Mercoledì, 30 Settembre 2020

Intervista ad Alberto Bertone, presidente e amministratore di Sant’Anna di Vinadio

Alberto Bertone-Sant’Anna di Vinadio

«Per andare alla Parigi-Dakar nel 1986/87, avevo 20 anni, partii con un’auto di supporto. Mio padre non voleva che corressi e non mi diede i soldi per partecipare», racconta con un sorriso Alberto Bertone, presidente e amministratore di Acqua Sant’Anna Fonti di Vinadio. «Ricordo il fiume di gente tra Parigi e Barcellona: non c’era il gps, non si potevano utilizzare sistemi di orientamento, avevi solo le cartine e le ombre. Ma la vera avventura fu tornare indietro quando la macchina ufficiale si ruppe...».

Dalla passione per i motori alla conduzione di un gruppo che punta molto sull’innovazione. Guidare una moto da corsa è come avviare un’azienda?
Sì perché sei sempre solo. A volte ti affianca qualcuno, ma nei momenti duri tocca a te prendere le decisioni importanti. E affrontare gli ostacoli, come il Covid-19, è un po’ come superare un percorso di motocross.

Come è nata questa passione?
Quando avevo otto anni, i miei presero una casa in campagna e ci regalarono due moto da cross. Io e mio fratello giravamo come dei pazzi sui sentieri sterrati nei boschi. E poi ci mettevamo a elaborare queste moto per farle andare più veloci. La bici l’ho usata poco, diciamo (ride ). A 18 anni sono arrivate le quattro ruote, ma non ho mai rinunciato alle due: ho una Bmw GS 1200 e qualche scooter, il problema è il tempo per usarle. Quando prendo la moto, riattacco la batteria e mi sembra di essere in vacanza. A marzo avevo organizzato un viaggio in Marocco attraverso il deserto fino a Marrakech, spero di poterlo recuperare a settembre.

Quando mette mano a un nuovo progetto si sente ancora il ragazzo che smanettava?
La passione che mettevo nello smontare un motore è la stessa di oggi, quella che impiego per cercare di innovare in un settore come quello delle acque minerali. Siamo conosciuti per aver cambiato il concetto di produzione: da 25 anni siamo gli unici a usare i robot antropomorfi, ma anche i sistemi di riempimento, di codifica unici nel nostro mondo. Avviare un nuovo impianto mi dà la stessa adrenalina dell’acquisto di una nuova moto. Lo stesso vale per i prodotti: oggi stiamo lanciando i prodotti con l’acido ialuronico, col collagene. Abbiamo fatto ricerca, abbiamo aperto una strada: è un’emozione indescrivibile per chi aggiunge solo la CO2 come fanno tutti. O per chi non ha mai guidato una moto.

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