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Lasciate ogni speranza, voi statali: fino al 2015 (compreso) gli stipendi sono tutti bloccati. Ad annunciarlo è lo stesso ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia: «In questo momento di crisi le risorse per sbloccare i contratti a tutti non ci sono, perché l’Italia è ancora in una situazione di difficoltà economica».

I 3,3 milioni di dipendenti pubblici dovranno quindi armarsi di pazienza e sperare (al pari di qualsivoglia lavoratore privato…) che, archiviato il 2015, la recessione conceda un po’ di respiro per effettuare l’adeguamento degli stipendi. Nel frattempo, coloro che sono più in difficoltà, possono contare sul bonus di 80 euro.

I rinnovi sono fermi dal 2010 e, stando alle stime della Cgil, se la proroga fosse confermata le perdite subite dai dipendenti pubblici sarebbero pari a circa 4.800 euro.

I sindacati sono, ovviamente, sul piede di guerra: «I contratti nazionali non esistono più», lamenta il segretario generale della Fiom Maurizio Landini.

Gli fa eco Giovanni Faverin, segretario generale Cisl-Fp: «è l’ennesima prova del bluff che sta dietro a un esecutivo che non sa fare neanche il minimo sindacale». Pronta alla mobilitazione la Cgil: «Se il governo Renzi pensa di umiliare ulteriormente i dipendenti pubblici, la nostra risposta non potrà che essere la mobilitazione».