Andrea Guerra, ex Ceo di Luxottica, uno dei top manager licenziati nel 2014 insieme con Luca Cordero di Montezemolo (Ferrari) e Patrizio Di Marco (Gucci) @ Getty Images

Si cambia: adesso licenziare un dirigente (soprattutto se giovane) sarà più facile.

Stando a quanto riportato da ItaliaOggi , a fine anno Confindustria e Federmanager hanno raggiunto un accordo sul nuovo contratto di lavoro, in vigore dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2018. E tra le novità c’è proprio la revisione delle indennità supplementari e sostitutive, previste rispettivamente dagli articoli 19 e 23.

Con il termine indennità supplementare si intende la penale contrattuale che l’azienda deve versare al dirigente qualora questo venga mandato via senza giusta causa.

TUTELE CRESCENTI. Ebbene, per i prossimi tre anni tali le indennità aumenteranno con l’aumentare dell’anzianità del dipendente: 2 mensilità pari al corrispettivo del preavviso per i dirigenti fino a 2 anni di anzianità; da 4 a 8 mensilità per coloro che hanno da 2 a 6 anni, da 8 a 12 mensilità per chi ha lavorato da sei a dieci anni, da 12 a 18 mensilità per chi ha lavorato fino a 15 anni, da 18 a 24 mensilità per tutti gli altri.

È stata inoltre abolita la maggiorazione dell’indennità per i dirigenti di età compresa tra 50 e 59 anni.Lo stesso dicasi per le indennità sostitutiva di preavviso che viene ribassata: questa ora corrisponde a 6 mesi di preavviso per i dirigenti che hanno lavorato fino a 6 anni; a 8 mesi per chi è stato in azienda fino a 10 anni; a 10 mesi per l’anzianità tra i 10 e i 15 anni; 12 mesi per chi supera i 15 anni di anzianità.

Prima invece un dirigente con soli due anni di anzianità aveva diritto a 8 mesi di preavviso e un ulteriore mezzo mese per ogni successivo anno di anzianità fino a un massimo di 12 mesi. La nuova normativa non si applica però ai licenziamenti per giusta causa e ai casi di licenziamenti collettivi di dirigenti.