Elsa Fornero, Mario Monti © Ansa

Il ministro Elsa Fornero e il premier Mario Monti al tavolo con le Parti sociali

Per il governo è arrivato il momento di affrontare l’ostacolo più grosso, quelli che prevede un duro confronto con la posizione ferma dei sindacati: la modifica all’articolo 18, una riforma chiesta dall’Europa e di cui l’Italia si è assunta l’impegno, nonostante nelle ultime settimane l’argomento è stato accantonato a causa delle proteste dei rappresentanti dei lavoratori.
Il mercato del lavoro, però, va cambiato e in attesa degli incontri bilaterali che il governo terrà con sindacati e Confindustria a partire dal prossimo 9 gennaio, il ministro del Welfare (Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari opportunità) Elsa Fornero sta lavorando alla proposta da mettere sul tavolo. Formalmente l’articolo 18 dello Statuto non sarà toccato e resterà valido per quei lavoratori ai quali già si applica (quelli delle imprese con più di 15 dipendenti); le modifiche, come anticipa il quotidiano la Repubblica , dovrebbero interessare tre categorie di neoassunti. Per questi l’idea è quella di seguire la proposta del senatore Pd, Pietro Ichino, ovvero quella di un contratto unico, licenziamento individuale possibile per motivi economici, tecnici o organizzativi ma al posto del reintegro nel posto di lavoro l'impresa dovrà corrispondere al lavoratore un'indennità economica decrescente nell'arco di un triennio durante il quale questi sarà impegnato in un piano di ricollocazione.
ICHINO-CGIL .E mentre per oggi è in programma un’incontro tra lo stesso Ichino ed Elsa Fornero, la Cgil via Twitter ha criticato l’idea di un contratto unico definendolo “pubblicità ingannevole. Non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani. Serve – continua il sindacato – un piano del lavoro per i giovani. Usare il contratto di inserimento e formazione che cancelli i contratti precari a oltranza”. Interpellato sulla presa di posizione della Cgil, il senatore Pd si è detto dispiaciuto che si “insista con questa lettura, ma più di quello che ho scritto e detto, per dimostrare l'esatto contrario non posso fare”.

Libertà di licenziare, libertà di assumere