Quali sono attualmente obiettivi, strategie e funzioni del ruolo che ricopre?

Oggi il direttore di marca deve essere il garante della perfetta espressione del brand. L’obiettivo primario è potenziare l’immagine del marchio, facendo vivere al consumatore delle esperienze “memorabili”, e questo si può fare solo curando ogni singolo dettaglio e condividendo un’unica visione all’interno del team. Inoltre, un mercato difficile che non cresce obbliga ciascuna marca a non auto referenziarsi, ma “a proteggere” il proprio mercato di riferimento. È fondamentale comunicare i plus del canale in cui si opera e non solo del proprio prodotto, aumentare la prossimità con la distribuzione al fine di capire i bisogni del cliente finale.

Attualmente un top manager deve esercitare non solo il comando e il controllo top-down, ma mostrare anche una maggiore capacità di networking orizzontale…

A un direttore di marca è richiesto di essere un “esperto globale”, deve conoscere la distribuzione, i propri prodotti e quelli dei competitor, deve occuparsi di temi logistici e poi calarsi nel Web marketing, affiancare gli esperti retail per provare a comprendere la visione del consumatore… Fondamentale, quindi, un’organizzazione “orizzontale”, di interazione fra le varie funzioni. La divisione Lusso di L’Oréal ha già intrapreso questo percorso di condivisione dell’expertise , lavorando in modo trasversale per i diversi brand su servizi quali il merchandising, il retail, le ricerche di mercato e il digitale. Siamo sicuramente soddisfatti dei risultati.

Citava il digitale. È funzionale, da questo punto di vista, l’uso interno all’azienda dei social network?

L’Oréal da diverso tempo ha sviluppato dei tool per far interagire tutti i suoi dipendenti come la radio interna, la intranet italiana e internazionale, e il sito dedicato alle mamme in azienda. Quest’anno Lancôme ha studiato inoltre un sistema di coinvolgimento dei nostri clienti attraverso i social media. Abbiamo appena lanciato infatti il Make up masters Sephora 2012, concorso per selezionare il più bravo make up artist di Sephora, attraverso una complessa operazione che passa da Facebook, Twitter e blogger.

Tornando a una più diffusa organizzazione orizzontale, ci sono degli aspetti che rimangono comunque prioritari per un leader?

La preparazione e l’esperienza del proprio team è alla base di qualsiasi scelta strategica. Quindi va bene proporre, immaginare nuove strade, condividere e delegare, ma nei momenti difficili spetta ai vertici la decisione finale, anche in termini di velocità.

Quanto conta, nel suo lavoro, la capacità motivazionale nei confronti dei suoi collaboratori e dipendenti?

«Non ci sono cattivi gruppi, solo cattivi comandanti», fa dire il regista Ridley Scott a un personaggio del suo film Soldato Jane . La parte più bella del mio lavoro è quella spesa in compagnia del mio team. Io traggo quotidianamente motivazione dalla stessa motivazione dei miei collaboratori. Dare il giusto tempo e attenzione a tutti, sviluppare ogni giorno la capacità di ascoltare, spingere a superare i propri limiti, e poi festeggiare i successi, sono i privilegi di un leader.