Come sono cambiate le priorità di un top manager?

In Europa, nell’ultimo decennio, siamo passati dal capo decisionista e micromanageriale a una figura ispirazionale con visione strategica e grande capacità di delega. La nostra posizione di azienda multinazionale leader ci ha permesso di cogliere in anticipo alcuni segnali e reagire in modo veloce. L’organizzazione nel suo complesso deve essere capace di ascoltare il mercato, stare vicina al consumatore finale e interpretare rapidamente i segnali emergenti.

Vantaggi e svantaggi del passaggio da verticismo a orizzontalità?

Trovo che in Indesit, in particolare dopo aver adottato una struttura organizzativa a divisioni, si sia capita la necessità di lavorare in modo integrato con i diversi team aziendali, da quelli di progetto a quelli di processo, per rendere la comunicazione più fluida e la conoscenza degli obiettivi trasversali una costante. In queste condizioni la progressiva conoscenza cross-funzionale si pone quale principale vantaggio, con alcune possibili derive riconducibili più che altro alla novità della modalità.

Cosa resta, invece, prerogativa assoluta di un leader?

Il leader deve soprattutto saper guidare. Il verbo inglese to drive diventa l’essenza di un top manager, che deve avere la capacità di impostare la rotta e correggerla per tempo se necessario. Per aver successo in organizzazioni ad alta complessità è forse altrettanto importante saper coinvolgere le persone e condividere la rotta per portare la nave in porto. È un altro verbo inglese che descrive alla perfezione l’altro compito: to engage, rendere il team protagonista attivo delle scelte strategiche.

Le nuove tecnologie agevolano la condivisione interna?

Indesit ha dato vita a un social aziendale di grande successo. Sul fronte esterno è molto attiva nell’utilizzo della Rete anche perché i consumatori combinano sempre più Web e retail tradizionale.

Quali altri strumenti utilizza per stimolare il suo team?

Personalmente do grande spazio al dialogo costante con il maggior numero possibile di collaboratori, ma ho anche strutturato una “routine” di incontri ed eventi con il preciso scopo di condividere e discutere a tutti i livelli. Giudico fondamentale la valorizzazione strategica di tutti gli strumenti di comunicazione a disposizione.