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Il mondo delle imprese promuove l’alternanza scuola/lavoro prevista da La Buona Scuola. Stando infatti a un sondaggio di Gi Group condotto su un campione di 574 aziende italiane, il 95% delle realtà imprenditoriali che hanno temporaneamente ospitato gli studenti degli istituti superiori nelle proprie sedi ha giudicato positivamente l’esperienza. In particolare, l’alternanza scuola/lavoro si è declinata, nel 77% dei casi, in un temporaneo inserimento in azienda, durante il quale i ragazzi hanno svolto specifiche mansioni come indicato dal piano formativo. Nel 36% dei casi si è invece tradotta in una visita o in una lezione di gruppo all’interno della società, nel 30% dei casi in attività di orientamento al lavoro oppure nella partecipazione a poli formativi e nella simulazione d’impresa (23%).

C’È CHI CERCA MANODOPERA A COSTO ZERO. Quanto alle ragioni che hanno spinto le imprese a testare l’alternanza scuola/lavoro, le principali sono il desiderio di supportare i ragazzi e il bisogno di fare scouting. Resta comunque abbastanza alta la percentuale di aziende, pari al 25%, che interpreta la proposta de La Buona Scuola come un’occasione per avere manodopera a costo zero. «È chiaro che siamo all’inizio di un percorso», afferma Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group , «ci troviamo di fronte a un mercato del lavoro che pur in presenza di un alto tasso di disoccupazione, presenta ancora ampie aree di “mismatch” tra domanda e offerta. Da questo punto di vista il pacchetto di provvedimenti de La Buon Scuola rappresenta sicuramente un tentativo di risposta. Anche le aziende tuttavia, non solo le istituzioni, devono fare la loro parte per costruire le professionalità necessarie».

TROPPI VINCOLI NORMATIVI. Non tutte le imprese hanno però accettato di ospitare i ragazzi nelle proprie sedi. A frenarle è soprattutto la burocrazia: i vincoli amministrativi e legali sono tali che servirebbe una persona dedicata e questo, soprattutto in realtà molto piccole, è un lusso che non ci si può sempre concedere. Inoltre la stessa giovane età dei ragazzi intimorirebbe alcuni imprenditori. Da qui, la richiesta avanzata dal 55% delle aziende di organizzare eventi sul territorio che, coinvolgendo gli istituti scolastici, permettano di identificare percorsi formativi. Inoltre non potrebbe che aiutare la mediazione di un soggetto terzo a cui delegare gli aspetti più burocratici e legali. «Gli intermediari come le agenzie per il lavoro hanno un ruolo molto importante: devono essere facilitatori tra aziende e scuole, come evidenziato nella survey, non solo dal punto di vista “burocratico” ma mettendo in campo azioni anche fuori dagli schemi abituali che siano in grado di costruire valore e generare cambiamento», precisa Colli-Lanzi. Da qui la decisione di Gi Group di fornire un primo supporto e consulenza attivando il portale dedicatogigroup.it/buonascuola